Un itinerario tra vie storiche, natura e città d’arte. 620 km da Pisa, Firenze, Siena a Firenze… fino all’Elba: “Toscana a piedi“, terza edizione aggiornata. Ce la raccontano gli autori della guida Vincenzo Moscati e Milena Romano.
Vincenzo, raccontaci chi è Milena. E Milena, parlaci di Vincenzo.
MILENA Enzo è un grande compagno con il quale ho percorso lunghi tratti della mia vita. Si distingue per il suo forte senso di libertà, che cura con attenzione in tutti i suoi particolari. Mi ha insegnato che stare bene con se stessi, vuol dire molto per la felicità di chi ci sta intorno. Questo suo leitmotiv ci ha portati lontani geograficamente, ma ha anche arricchito la nostra percezione e visione del posto in cui oggi ci troviamo, la Toscana.
ENZO Milena è una compagna di viaggio unica. Ti dà allo stesso tempo sostegno, ma anche spinta, come il vento con l’aquilone. Parli con lei e capisci se un progetto ha la forza di volare. Tutte le nostre avventure sono iniziate con il suo soffio, seguendo la curiosità e finendo spesso in situazioni e posti dove neanche pensavamo di voler andare.
“Toscana a piedi”: perché percorrere questo itinerario?
La nostra guida è nata con la voglia di cercare dei percorsi a piedi che collegassero le città principali. Avevamo voglia di esplorare la nostra zona, di spingerci alla città vicina senza prendere la macchina, di capire come fosse fatto quello che c’è in mezzo, allungare il nostro orizzonte. La Toscana senza dubbio è una regione con una varietà di panorami eccezionale e si è prestata al progetto incantandoci e stupendoci ogni qual volta avessimo intrapreso una tratta nuova.
Il focus della Toscana a piedi sta certo nel trovare il percorso a piedi più lontano dal traffico e più immerso possibile nella natura, ma la particolarità dell’itinerario è che alcune tappe si concludono nelle bellezze delle città d’arte. Offriamo una chiave per visitare le meraviglie architettoniche del Rinascimento, contestualizzate nel territorio circostante.


Caratteristiche dell’itinerario.
Il percorso nella sua interezza è tagliato per due viaggiatori che hanno a disposizione un mese abbondante per godersi anche delle ben meritate soste. Dico due perché non è mai consigliato viaggiare da soli, anche se i percorsi non hanno alcuna difficoltà tecnica, se non alcune salite che con calma possono essere affrontate da tutti. Abbiamo scelto di viaggiare come i Pellegrini, zaino leggero con il minimo indispensabile, lasciare a casa i pesi e i pensieri è un primo passo per trarre il massimo beneficio da questo viaggio.
Non volendo togliere niente alle gite giornaliere abbiamo suddiviso le tratte in modo tale da dare ai camminatori la possibilità di raggiungere la partenza e l’arrivo con i mezzi pubblici. I periodi più consigliati sicuramente sono quelli a cavallo della stagione estiva, l’Autunno e la Primavera.


Raccontateci l’esperienza più emozionante che avete vissuto lungo questo itinerario.
I primi passi della nostra guida sono stati quelli più emozionanti. Il giorno prima avevamo consultato una cartina, individuato una via, preso qualche appunto sul taccuino. Il giorno che siamo usciti di casa pioveva e avevamo un ombrello in due, come si fa per una passeggiata in centro, solo che noi avevamo lo scopo di avvicinarci più possibile a Pisa. Durante la mattina continuava a piovere e non abbiamo incontrato quasi nessuno, una di quelle giornate uggiose, mi ricordo la delusione di quell’inizio.
Poi nel primo pomeriggio il cielo si è schiarito e abbiamo incontrato diverse persone a cui abbiamo chiesto indicazioni, ma nessuno sembrava capace di fornirci indicazioni oltre 1- 2km. Tutte le persone che abbiamo incontrato erano uscite di casa come noi, a fare due passi, ma noi quel giorno non ci siamo fermati: abbiamo percorso i nostri primi 25km con i piedi zuppi e a braccetto sotto la pioggia. Non è successo niente di straordinario quel giorno, eppure lo ricordiamo come un momento speciale perché proprio quel giorno ci siamo resi conto che bastano due gambe per andare lontano.


Un itinerario a formato famiglia! Consigliate di portare anche bambini?
In questi anni noi stessi abbiamo sperimentato la guida con la crescita della famiglia e abbiamo avuto diverse sorprese. I bambini sono incredibili camminatori se hanno le giuste motivazioni. Avere un compagno con cui scoprire i sentieri CAI, andare in avanscoperta del gruppo per individuare un ruscello, cercare insieme tra gli alberi un uccello o intravedere in una pozza un girino possono essere forti carburanti per portare un bambino a compiere grandi imprese. Altro è la preparazione dell’adulto ad affrontare un’escursione con un bambino. I bambini vivono l’escursione diversamente da noi adulti, che possiamo camminare ore in silenzio. La loro mente va coltivata con curiosità. Prepararsi i nomi di piante e insetti che vivono nel territorio e cercarli insieme può essere un’ottima scelta. Naturalmente è sempre bene avere nel proprio bagaglio qualche racconto emozionante (quelli spiritosi o di paura sono i più adatti) che si può adattare al paesaggio che state attraversando.


Parliamo di cose buone! Quali sono i prodotti da provare?
In particolare la Toscana è famosa per l’ottima carne, la bistecca alla fiorentina, gli affettati di tutti i tipi, che spesso vengono ottenuti dalle razze autoctone come la Chianina e la Cinta Senese. E poi la selvaggina. Quest’ultima per meravigliosi arrosti ma anche per condire le paste fresche (i pici senesi, i tortelli maremmani e i tortelli di patate del casentino) o le polente. Non sono da sottovalutare neanche i piatti vegetariani, come le zuppe di fagioli e di farro, e la famosa ribollita. Anche tra i contorni poi: il rigatino di carciofi crudi, i cardi gratinati, le verdure fritte oppure gli inconfondibili agretti bolliti conditi con il limone.
Fotografie di Vincenzo Moscati e Milena Romano









