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Sara Zanni: Santiago, il Sentiero del viandante e altri cammini

sara zanni il sentiero del viandante

Abbiamo imparato a conoscerla attraverso il racconto di 2400 a piedi da Milano a Santiago, pubblicato nella guida -diario di viaggio Cento giorni in cammino. Ora Sara Zanni ci presenta la Guida al Sentiero del Viandante, fresca di stampa, e ci svela cosa “bolle in pentola” per le prossime uscite nella collana Percorsi di Terre. Buona lettura e buoni passi!

Sara, sei un’archeologa e una guida ambientale escursionistica. Puoi raccontarci meglio come sei arrivata al mondo dei cammini?

Sono cresciuta con la passione del camminare nella natura, soprattutto in montagna: da bambina trascorrevo una buona parte delle vacanze estive sui sentieri, in particolar modo quelli delle Dolomiti, con mia madre e i miei zii. Non sono mai stata il tipo che si lamentava o chiedeva quanto mancasse al rifugio; preferivo impegnarmi per scorgere gli animali selvatici attorno a me e darci dentro per arrivare per prima alla tavola imbandita con polenta e formaggi. Poi un giorno, a scuola, la “prof” di storia accennò brevemente al fenomeno dei pellegrinaggi nel Medioevo, citando il fatto che ancora oggi i pellegrini arrivano a Santiago de Compostela a piedi seguendo il famoso Cammino di Santiago. Fu come un tarlo che mi entrò in testa. Di tanto in tanto mi trovavo a pensare che sarebbe stato bello fare questo Cammino, anche se non ne sapevo praticamente nulla. Poi, 15 anni fa, mia madre decise di partire per andare a Santiago a piedi: sarebbe partita anche senza di me… ma non mi sono lasciata sfuggire l’occasione. E così, a 22 anni, mi sono messa in cammino per la prima volta. Da allora, non sono più “guarita” da questa passione che ha contaminato anche l’ambito professionale, visto che mi sono specializzata nello studio della viabilità storica e nell’archeologia digitale. Camminando, mi sono poi resa conto che la ricerca archeologica rimane fine a se stessa, se non impariamo a raccontare le nostre scoperte agli altri: e, così, nel 2015 ho completato il percorso di abilitazione da Guida Ambientale Escursionistica, a cui è seguito nel 2019 anche il patentino da accompagnatore turistico. Oltre a collaborare con diversi tour operator italiani e stranieri, dal 2020 ho intrapreso anche una nuova avventura, con il progetto “4 all’ora”, e insieme alla mia socia, Sara Cavina, cerchiamo nuovi modi per raccontare e valorizzare il territorio “a passo lento”.

Con Terre di mezzo hai pubblicato Cento giorni in cammino. In viaggio da casa ai confini del mondo, uscito lo scorso dicembre: perché hai deciso di partire proprio da casa, e non da Saint-Jean Pied de Port come la maggior parte dei pellegrini diretti a Santiago? Pensi di aver trovato quello che cercavi e che ti ha spinta a partire?

In realtà, ho percorso il Cammino Francese tre volte, e ogni volta ho aggiunto un pezzo di strada: 300 chilometri, poi 800 (cioè l’intero Cammino “classico”, da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago de Compostela). E la terza volta 2400 chilometri, cioè la distanza a piedi da Milano a Santiago. L’idea di partire da casa mi si piantò letteralmente in testa quando arrivai per la prima volta a Finisterre, e non per una questione di record di chilometri, quanto per l’investimento di tempo: mi conquistò l’idea di potermi regalare così tanto tempo da dedicare a un’attività che amavo, e di poter uscire dai ritmi frenetici di una vita che non mi soddisfaceva. Ho dovuto aspettare qualche anno e prendere il coraggio a quattro mani, prima di decidermi a lasciare tutto e a partire, ma è stato uno splendido regalo che ho concesso a me stessa.

In fondo, se ci pensiamo, l’esperienza di pellegrinaggio al tempo d’oggi non è comparabile a quella che vivevano i pellegrini medievali. Il percorso del Cammino di Santiago, dai Pirenei all’oceano, è molto ben strutturato, dotato di ogni comfort per il camminatore moderno. Un tempo, invece, si partiva da casa propria e, con i mezzi più disparati, si cercava di raggiungere la meta, disegnando il percorso su misura a seconda delle esigenze e possibilità di ognuno. Quando decisi di partire da casa, volevo provare a lasciare la mia quotidianità un passo per volta, sentirmi straniera già a una distanza minima, potermi immergere gradualmente nel clima del cammino: e devo dire che è stata, di fatto, un’esperienza completamente diversa.

Mi chiedete se penso di aver trovato quello che cercavo… Rispondo dicendo che non so, di preciso, cosa stessi cercando: forse, solo vivere un’avventura. Detto ciò, a distanza di 7 anni, non ho ancora finito di scoprire quante cose quel viaggio mi ha regalato.

Effettivamente, Cento giorni in cammino racconta un viaggio che hai fatto ormai più di qualche anno fa. Durante questo tempo, si è creata una comunità di viaggiatori o aspiranti viaggiatori che ti chiedono informazioni e consigli?

In questi anni 7 anni ho raccolto le informazioni necessarie per partire da Milano a piedi verso Santiago e le ho messe a disposizione sul sito 100daysontheway, che è attivo dal 2014. Attraverso il sito e i social network, quelle informazioni sono circolate e sono state l’occasione per nuove amicizie e splendidi incontri con persone che mi hanno dato l’opportunità di partecipare in qualche modo al loro viaggio. Con alcuni, siamo rimasti in contatto per una lunga fase di preparazione alla partenza; altri, invece, mi hanno contattata all’ultimo minuto. In qualche caso ho potuto condividere anche un pezzo di cammino. Tante altre persone, aspetto di abbracciarle, prima o poi. 

Per quanto riguarda le domande più frequenti, i timori principali riguardano le informazioni in lingua italiana sui cammini in Francia: attualmente mancano, sia per quanto riguarda i tracciati e la segnaletica, sia per quanto riguarda le strutture ricettive e i costi. Di conseguenza, le problematiche sugli aspetti logistici risultano talvolta difficili da risolvere e scoraggiano molti dall’intraprendere il cammino. È anche per questo che il libro è stato pubblicato: nella seconda parte del volume ho inserito una guida sintetica proprio dedicata a come affrontare la porzione di cammino attraverso la Francia.

Santiago è la meta di Cento giorni in cammino è Santiago: puoi darci qualche informazione sull’anno compostellano che cade proprio nel 2021? Sei a conoscenza di qualche iniziativa? Se anche nei prossimi mesi dovesse essere difficile andare in Spagna, quali cammini sui passi di San Giacomo possiamo percorrere in Italia?

Nel 2021 si celebra l’anno santo compostellano perché il 25 luglio, festa di San Giacomo il Maggiore, cade di domenica. E’ un anno particolare perché la Chiesa cattolica concede l’indulgenza plenaria, cioè il perdono di tutti i peccati commessi finora, a chi si reca in pellegrinaggio ad limina Sancti Jacobi, cioè presso la tomba dell’Apostolo. L’ultimo anno santo compostellano fu celebrato ben undici anni fa e questa ricorrenza vede sempre un afflusso di pellegrini maggiore rispetto agli anni “ordinari”. Vista la situazione particolare, legata alla pandemia in corso, quest’anno il Papa ha consentito di prolungare le celebrazioni e la possibilità di accedere all’indulgenza plenaria anche per tutto il 2022. Come per gli anni giubilari a Roma, chi si recherà a Santiago entro dicembre 2022 troverà aperta la Porta Santa e potrà attraversarla per accedere alla Cattedrale.

Purtroppo, è ancora complicato, al momento, raggiungere la tomba dell’Apostolo, viste le restrizioni ai viaggi di piacere e i pericoli di contagio, nonostante tutte le contromisure che i gestori degli albergues hanno messo in campo. Già nel 2020 molti italiani hanno preferito camminare in Italia, e mi sento di ipotizzare che lo stesso avverrà anche nel 2021. Per chi voglia camminare sulle orme di San Giacomo nel nostro Paese, esistono diversi cammini giacobei: io ho un affetto particolare per il Cammino di Santu Jacu in Sardegna, un itinerario che attraversa il cuore interno dell’isola e, con le sue diramazioni, porta a raggiungere alcuni dei punti più belli delle sue coste, collegando tutti i luoghi di culto sardi dedicati a San Giacomo.

Parlaci della Guida al Sentiero del Viandante, appena uscita! E dacci qualche anticipazione sulla prossima guida in via di pubblicazione, La Via Lauretana Toscana

La Guida al Sentiero del Viandante, coordinata da Alberto Conte, accompagna il camminatore sullo storico itinerario che percorre la sponda orientale del Lago di Como da Lecco a Colico. La guida, però, fa un passo più in là, ricollegando la città di Milano con la Svizzera, descrivendo il Sentiero di Leonardo (da Milano a Lecco) e risalendo la Valchiavenna, concatenando la Via Francisca e la Via Spluga, per chiudere il viaggio a Splügen, appena al di là del confine svizzero. È un percorso che permette, in circa 200 chilometri, di passare dai vasti paesaggi pianeggianti della campagna milanese con le sue grandi vie d’acqua, alle imponenti montagne del bacino lariano e del Monte Spluga.

La Guida alla Via Lauretana Toscana, realizzata con la preziosa collaborazione di Sara Cavina, racconta la nuova via strutturata dalla Regione Toscana per permettere ai pellegrini di camminare da Siena a Cortona attraverso lo splendido paesaggio delle Crete senesi. Un itinerario ricco di storia, che si snoda fra alcune delle località più iconiche della Toscana.

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