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Fra Sergio Lorenzini racconta il Cammino dei Cappuccini

Il Cammino dei Cappuccini ripercorre, tra storia e spiritualità, i luoghi fondamentali della nascita dell’Ordine. Attraversando gli splendidi paesaggi montani e collinari dell’entroterra marchigiano, con il mare che accompagna sullo sfondo, offre l’occasione unica di incontrare i frati, camminare con loro e se lo si desidera, unirsi ai loro momenti di preghiera.

Abbiamo intervistato fra Sergio Lorenzini, ideatore del percorso e autore della guida:

Com’è nato il Cammino dei Cappuccini?

Strano a dirsi, ma il cammino è nato mentre la testa era appoggiata sul cuscino, gli occhi erano chiusi e la mente se ne andava in giro senza obbedire ai miei richiami di starsene quieta. Voglio dire che l’idea del Cammino dei Cappuccini si è affacciata per la prima volta nella mia mente in una notte di aprile nel 2019; nel mezzo di un sonno agitato è comparsa l’intuizione di un tracciato che percorresse i luoghi fondamentali della nascita dell’Ordine dei Cappuccini e che ho subito iniziato a verificare prima su una cartina e poco dopo mettendo i piedi in strada, coinvolgendo gente, dialogando con tutti, scoprendo poco a poco la fattibilità dell’idea. Nel giro di due anni una squadra di persone dotate del giusto spirito si è coinvolta e appassionata al progetto, che dal settembre 2021 è divenuto realtà e che oggi conta anche una guida pubblicata da Terre di mezzo.

I cappuccini, personaggi tanto popolari quanto sconosciuti. Ti va raccontarci qualcosa su quest’Ordine?

L’Ordine dei Cappuccini è pop! Ha un’indole profondamente popolare perché i Cappuccini da sempre sono mischiati alla gente, abituati a stare in mezzo alle persone, a entrare nelle case, a scherzare con i bambini, a consolare gli anziani, ad assistere gli ammalati e ad accompagnare i giovani, a predicare nelle piazze e a stare nelle periferie. Abbiamo una personalità multiforme e direi quasi indefinibile perché siamo abituati a fare un po’ di tutto con grande elasticità, senza fissarci e specializzarci in qualcosa di specifico, ma da sempre vicini alla gente. Per dirla con il Manzoni “a tutto è avvezzo un cappuccino”! Direi che i cappuccini hanno da sempre dei forti tratti creativi e così oggi ci siamo inventati anche un cammino e lo abbiamo fatto con uno stile tutto nostro.

Parlaci del territorio che il Cammino attraversa e quali sono le caratteristiche del percorso (e le sue difficoltà)?

Il Cammino si muove nella dorsale interna delle Marche, una parte d’Italia sconosciuta a molte persone, forse per l’indole poco incline del marchigiano a mettersi in mostra. Ma proprio tale caratteristica ha preservato il territorio dall’assalto delle grandi industrie e dallo sfruttamento indiscriminato. È una terra incredibile nella sua ricchezza naturalistica, con parti di montagna selvaggia, di gole attraversate da fiumi, di morbide e sinuose colline, laghi, cascate, parchi naturali, borghi storici e moltissimi eremi, abbazie, monasteri e conventi disseminati lungo il percorso, che il pellegrino incontra talvolta in maniera del tutto inattesa in mezzo alla natura. Direi che c’è una forte simbiosi e non un contrasto tra l’uomo, la sua opera e la natura che lo circonda, e chi cammina in questi luoghi la sperimenta attraverso un senso di armonia che da essi promana.

Daresti dei consigli a chi lo vuole intraprendere? Qualche attrezzatura in particolare da non dimenticare?

È senz’altro un cammino impegnativo dal punto di vista fisico perché le parti pianeggianti nell’entroterra marchigiano sono rare: si sale e si scende di continuo. Ciò è una bellezza per gli occhi ma è anche una fatica per il corpo: occorre perciò un buon allenamento prima di partire, o, in alternativa, dividere le tappe utilizzando i punti sosta intermedi. In ogni caso, non è un percorso pericoloso o con tratti esposti, per cui non si necessita di un’attrezzatura particolare. Quella che serve davvero invece è l’attrezzatura interiore, un cuore in movimento e aperto alle sorprese, perché quello è il motore di tutto.

Lungo il Cammino è possibile fermarsi a dormire in diverse tappe nei monasteri insieme ai frati Cappuccini: che cosa si può sperimentare e che cosa vive a chi lo prova?

I feedback più belli che ci arrivano dai pellegrini, oltre a sottolineare la bellezza dei luoghi, riguardano il calore dell’accoglienza che ricevono un po’ dappertutto, perché le persone che offrono ospitalità lungo il cammino hanno messo il loro cuore in questa esperienza, che è diventata per loro quasi una missione e un’occasione meravigliosa di relazioni umane. Ciò accade in maniera particolare quando i pellegrini vengono ospitati nei nostri conventi, perché entrano in un ambiente per loro inusuale e misterioso ma in cui si scoprono avvolti da una grande e inattesa familiarità: mangiano con i frati, hanno modo di stare e di parlare con loro, e se lo desiderano, possono anche unirsi ai loro momenti di preghiera: un’esperienza che per molti rimane indimenticabile, e lo si capisce dai rapporti che poi continuano nel tempo  anche dopo che l’esperienza del cammino è terminata.

Qual è l’esperienza più emozionante che hai vissuto lungo questo Cammino?

Noi Cappuccini a volte guidiamo gruppi di pellegrini lungo il cammino e sono sempre esperienze molto intense che creano un’atmosfera e un’unione speciale tra tutti i partecipanti. Viviamo momenti di silenzio pur camminando insieme nel bosco, condividiamo le nostre vite, ci regaliamo momenti di riflessione, ci aiutiamo nella fatica e ridiamo tanto con allegre cene che coronano la giornata. Tra tutti i bellissimi ricordi che custodisco, ne colgo uno, come i tanti fiori che ciascun pellegrino del gruppo ha raccolto un giorno per omaggiare Mimma, la nostra meravigliosa ospitalera di Pascelupo, che noi chiamiamo “l’angelo dei pellegrini” per le tante attenzioni e delicatezze che riserva loro. Capitò che quel 24 di aprile in cui stavamo arrivando nel suo paese, fosse proprio il giorno del suo compleanno. Ognuno dei trenta pellegrini giunse da lei con in mano il più bel fiore che aveva trovato lungo il cammino, e glielo offrì come regalo genuino, stringendosi a lei in cerchio e cantandole buon compleanno. Un momento speciale fatto di un gesto semplice che è rimasto nel cuore di tutti.

A Fa’ la cosa giusta! avremo anche la possibilità di incontrarci e presentare la tua guida! Vuoi darci qualche anticipazione su questo evento?

In fiera c’è il contatto con le persone, la possibilità di dilungarsi di più nella narrazione e di far scoprire tanti dettagli, anche visivi, del nostro cammino. Posso solo dirvi che non sarò solo nel momento della presentazione, perché il Cammino dei Cappuccini è il frutto corale di un meraviglioso gruppo di persone. Una sorpresa, tra tante, vi stupirà, ma se ve la dicessi che sorpresa sarebbe? Perciò ci vediamo presto a Fa’ la cosa giusta!.

Tutte le foto sono di proprietà dell’associazione Il Cammino dei Cappuccini.

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  • Terre di mezzo

    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per bambini e ragazzi, i Percorsi a piedi e in bicicletta, I Biplani, racconti di grandi autori illustrati da artisti di fama, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo, e Claudio Piersanti con Lorenzo Mattotti.

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