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Filosofia per bambini. Il tempo

Una vita da farfalla

Un ozioso pomeriggio di estate, quando gli impegni di tutti i giorni si diradano fino a scomparire, è il momento più adatto per lasciare la mente libera di girovagare, apparentemente senza meta, e porsi quelle domande che non trovano spazio nella frenesia quotidiana. La quieta immobilità estiva da un lato, e il girotondo di giochi, scoperte e attività delle vacanze dall’altro, possono far sorgere in adulti e bambini un interrogativo importante e un po’ “scomodo”: perché in alcuni casi le ore non passano mai e in altri, invece, la stessa quantità di tempo corre così veloce da farci dire che è volato?

Che cos’è questo tempo che di volta in volta appare tanto diverso?

Ci sembra di saperlo da sempre, ma quando proviamo a spiegarlo spesso cadiamo nell’imbarazzo… E se pensare al movimento delle lancette dell’orologio o alla sabbia che scende nella clessidra non ci soddisfa, occorre esplorare la questione più in profondità, senza il timore di confondere i più piccoli, ma incoraggiandone ipotesi e curiosità.

Nell’albo Una vita da farfalla tutto parla del tempo, anche se per la protagonista, una farfalla appena uscita dal bozzolo, “ieri”, “domani”, “mesi” o “anni” significano poco. Il tempo della sua vita è scandito dalle ventiquattro ore che compongono una giornata, a differenza di quello degli uccelli, dei fiori, perfino del sasso e del bambino in cui si imbatte durante il volo. La vita dell’airone è ritmata dall’arrivo dell’inverno che lo spinge a volare verso i paesi caldi, quello della papera è un tempo che scorre tranquillo, come l’acqua dello stagno in cui nuota. Ma è il tempo del sasso a essere il più diverso e incomprensibile di tutti, anche per chi legge: si parla di un tempo lunghissimo, in cui secoli e millenni si susseguono e finiscono per confondersi.

Nulla di più lontano dall’esistenza della farfalla, che è decisa a non perdere nemmeno un attimo di quel giorno prezioso e irripetibile. Sono i colori stessi dell’albo ad accompagnare il lettore lungo la vita della protagonista: il violetto che precede l’alba si schiarisce in azzurro limpido al mattino e, via via che le ore passano, si tinge di nuovo di viola al tramonto per lasciare poi spazio al crepuscolo e al blu della notte.

Scorrendo le pagine di questo albo dalle illustrazioni poetiche e delicate, sorge una domanda tanto cara ai filosofi: qual è il nostro rapporto con qualcosa di così familiare come il tempo, ma allo stesso modo così difficile da spiegare?

Esiste un tempo degli orologi e un tempo più personale, un tempo nostro? 

La riflessione si trasforma poi in una sfida, in un esercizio che richiede un po’ di immaginazione: che forma – o quali forme – possiamo dare al tempo? Attraverso disegni, realistici o fantasiosi, immagini e fotografie, ogni bambino proverà così ad attribuire una veste concreta a un concetto dalle accezioni tanto varie come quello del tempo.

Dalla breve giornata di una farfalla allo scorrere di una vita intera: Nello spazio di uno sguardo (Miglior libro fatto ad arte, Premio e Superpremio Andersen 2020) ripercorre, come in una serie di fotogrammi, l’esistenza dell’anonimo protagonista nel susseguirsi delle sue gioie, progetti, innamoramenti, tristezza, sogni e delusioni.

Tra i vari fili conduttori che si possono rintracciare nelle pagine di questo albo ricchissimo, il tempo che passa e la passione per lo spazio attirano subito l’attenzione. Nella totale assenza di dialoghi, infatti, le date e l’indicazione dei luoghi rappresentano gli unici punti di riferimento per il lettore: è il suo occhio a unire tra loro i vari momenti fissati dalle illustrazioni, restituendo così lo scorrere della vita del protagonista, dalla nascita nel 1958 fino all’ultima mattina soleggiata del 2026.

Chi legge lo vede crescere nella natura incontaminata dell’Alaska insieme ai genitori, appassionarsi alle stelle, ai pianeti e ai razzi, trasferirsi in Texas per coltivare il proprio sogno e diventare astronauta, lavorare per la Nasa, innamorarsi e avere un figlio, separarsi, far ritorno dal padre in Alaska e, alla sua morte, abbandonare gli spazi siderali per dedicarsi al mondo microscopico degli insetti, dei fiori e delle farfalle.

Scorrendo le pagine di questo romanzo per immagini minimali e suggestive, gli interrogativi sul tempo si moltiplicano e diventano domande sul futuro: a cosa assomiglia?
È una pagina bianca tutta da scrivere o un piano già definito? Esiste già?
E, viceversa, facendo scorrere all’indietro le pagine fino al momento della nascita del protagonista, il passato appare come un viaggio che risale il flusso del tempo: possiamo dire che esiste ancora oppure è scomparso?

La discussione e il confronto tra i bambini sul passato e sul futuro diventano poi l’occasione per domandare a ciascuno di pensare al proprio sogno nel cassetto, a una passione che vorrebbero realizzare sull’esempio del protagonista. Il sogno, disegnato o fissato con una frase su un foglio, potrà essere datato e diventare così un promemoria a cui guardare tra qualche anno per vedere se si è concretizzato o, magari, se si è trasformato in qualcos’altro, un sogno tutto nuovo da inseguire.

Al di là di un futuro popolato da aspirazioni e progetti che diventa passato e rimane nei ricordi, il tempo di cui facciamo esperienza a ogni istante è un tempo che passa spesso inosservato: quello dell’attimo, del presente che rischia di essere schiacciato dalla fretta di veder accadere ciò che abbiamo pianificato.

Il bambino protagonista dell’albo L’uomo con il violino incoraggia il lettore a prendersi il tempo, a dimenticare la frenesia che rende insensibili e distratti rispetto a ciò che avviene intorno a noi. Quel mattino di febbraio, Dylan si avvia in metropolitana in compagnia della mamma, probabilmente per iniziare una giornata piena di impegni, scuola, compiti, giochi. Ma, all’improvviso, si ferma.

La bellezza della musica lo cattura, lo incanta e lui vorrebbe solo continuare ad ascoltarla, prendere il treno successivo per non spezzare la magia. Non sa che il misterioso violinista altri non è che Joshua Bell, uno dei musicisti più bravi al mondo, intenzionato a vedere se i passanti si fermeranno ad ascoltarlo o lo ignoreranno per correre verso l’impegno successivo.

Tanto il piccolo protagonista è attento e, grazie al suo sguardo, colora ciò che lo circonda strappandolo al grigio della disattenzione, quanto la mamma e la folla sulla metropolitana sono troppo occupate a rincorrere il programma della giornata per accorgersi del vortice della musica. Una musica che emoziona, turbina nella testa e nel cuore di chi si lascia trasportare, fa volare via dal frastuono della stazione e dilata quell’attimo, ne riconosce la pienezza, gli dà importanza.

Il tempo diventa quindi il tempo dell’ora e provoca grandi e piccoli con una domanda: che cosa possiamo fare di questo momento?

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Consenso(Obbligatorio)

Curiosi, senza freni, spesso imprevedibili: per i piccoli non esistono domande sbagliate e la filosofia è proprio per chi non ama le risposte facili. Ecco le mie proposte per interrogarsi e riflettere insieme ai bambini a partire dagli albi illustrati.

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