Durante una conferenza stampa sui rom, alla Casa della carità arrivano 40 profughi e la notizia del giorno cambia.
Martedì 3 maggio – Conferenza stampa con sorpresa. Mentre don Virginio Colmegna stava parlando con i giornalisti della questione rom, alla Casa della Carità sono arrivati sette furgoni della Protezione civile con 40 richiedenti asilo, provenienti dal Centro di accoglienza di Bari. “Non ne sapevo nulla -ha affermato il sacerdote-. Ieri sera la Prefettura di Milano ci ha chiesto la disponibilità di accogliere qualche tunisino, ma non ci ha detto che avrebbe mandato così tante persone. Le ospiteremo nell’auditorium, così come abbiamo fatto per tante altre emergenze”.
La conferenza stampa si è chiusa in fretta e i giornalisti presenti hanno potuto dedicarsi all’arrivo “in diretta” dei migranti, meravigliati per la presenza di così tante telecamere e taccuini. “Sono originario della Nigeria -mi ha raccontato Abdou mentre scendeva da uno dei furgoni con un sacco bianco che contiene le sue poche cose-. Sono arrivato dalla Libia a Lampedusa il 19 aprile. Anche quasi tutti gli altri sono nigeriani”.
I 40 destinati alla Casa della Carità sono solo un piccolo contingente dei 300 profughi (africani e asiatici) che questa mattina sono arrivati in Lombardia su 7 pullman della Protezione civile dal Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari. Ospiti per qualche ora della Croce Rossa a Bresso, in giornata sono stati portati in centri di accoglienza distribuiti in tutta la Lombardia.
Nel giro di una decina di minuti la Casa della Carità si è trasformata per accogliere i nuovi ospiti, con l’ordine alla cucina di raddoppiare i pasti e gli altri operatori impegnati a trovare le brandine da allestire nell’auditorium. “Milano fronteggia così le emergenze, scaricando sul terzo settore e senza una programmazione -ha tuonato don Colmegna, un po’ sorpreso e un po’ divertito che tutto stesse avvenendo sotto i riflettori delle telecamere-. Se la città mette da parte le sue paure è capace di trovare le risorse per accogliere con dignità chi ha bisogno”.
Per ora i 40 richiedenti asilo saranno a carico della Casa della Carità. “Non sappiamo se ci verrà riconosciuta una copertura delle spese -aggiunge Maria Grazia Guida, direttrice dell’ente-. Non c’è stato alcun accordo preventivo. Non so neanche per quanto resteranno qui”.









