Percorso da brivido sulla nuova ciclo pedonale.
Martedì 5 aprile – Si era mossa anche Letizia Moratti per dare il via ai lavori: era venuta sotto il ponte della ferrovia per disegnare sul marciapiedi la prima bici gialla. Un mese fa, il 3 marzo. Oggi la nuova pista ciclo-pedonale c’è: collega il tratto già esistente via Padova con quella che corre lungo il naviglio Martesana. Su facebook alcuni amici mi hanno già inviato le foto, scandalizzati per come è stata realizzata. E allora mi sono preso la briga di farla tutta, a piedi, sentendo gli umori di chi incontravo. Devo dire che i miei amici su facebook non avevano torto: è fatta proprio male, come dimostrano le foto che vedete.
In via Giacosa incontro Benito, cammina col bastone. E mi mostra (nella foto) quanto sia pericolosa per lui quando esce dal portone di casa: “Primo o poi qualche bicicletta mi viene addosso, non vedo il ciclista e lui non vede me”. Qualche passo e incontro Silvia sulla sua graziella. Non ha voluto farsi fotografare, ma è contenta della pista. “Stamane però ho litigato con una signora col passeggino, voleva che scendessi dal marciapiedi, le ho fatto notare le strisce gialle”. L’assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli ha detto, in occasione della cerimonia di inizio lavori, che il mese di aprile sarà di sperimentazione, per capire “se la coabitazione fra pedoni e ciclisti funziona”. Non c’è male come inizio.
In via Morandi incrocio Roberto, trentenne amante della bici. “Non so che dire, sono allibito. Ci sono angoli stretti e pericolosi”. Sotto il ponte della ferrovia, la pista svolta in via Pontano: un angolo di 90 gradi, con il marciapiede di pochi centrimetri che hanno allargato con un po’ di catrame.
I negozianti di via Vincenzo Russo sono, a dir poco, arrabbiati. “Qualcuno si farà male -dice l’edicolante-. Ieri un cliente ha comprato il giornale, si è girato, ha fatto un passo e solo per un soffio non è stato tirato sotto da un vigile in bicicletta. Il colmo!“. Il panettiere è preoccupato: “Al pomeriggio vengono tanti bambini a comprare la merenda, ho paura che uscendo dal negozio vengano investiti da qualche ciclista troppo veloce”.









