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Centostorie

Una piccola libreria, ma proviamo a farci stare dentro le idee di tutte: i laboratori di Aurora, le scelte editoriali di Marina, il lavoro di progettazione di Antonella e la passione per i giochi educativi di Stella. Ogni settimana organizziamo letture animate, laboratori di manualità, mostre di giovani illustratori, feste e spettacoli. All’interno della libreria c’è anche una caffetteria, per offrire a bambini e genitori una merenda da favola. Centostorie ha come parte del logo un gatto. Quando abbiamo deciso di aprire desideravamo proprio dare l’idea di un luogo in cui esisteva un tempo speso a farsi coccolare: una cosa che i nostri amici felini sanno fare benissimo. Pochi mesi dopo abbiamo incontrato un piccolo gatto che vagava nei pressi e che ogni tanto è venuto a trovarci: una mascotte che ha riconosciuto il nostro intento!

Libraie di Centostorie: diteci di voi
Siamo in quattro, di cui due socie fondatrici: Antonella e Aurora. L’elemento fondamentale che ci lega è non solo la passione per i libri ma il rispetto per le competenze e le qualità dell’altro. Ciascuna ha un percorso di studio e lavoro molto diverso, ma abbiamo imparato negli anni ad arricchirci delle capacità e delle qualità dell’altro. Certo, poi ogni tanto litighiamo e allora si vedono le persone fuori dalla libreria che passano velocemente in punta di piedi…
Per questa intervista però siamo tutte d’accordo: sarà Antonella a rispondere e fare da portavoce!

Chiudi gli occhi e torna a quando avevi 7 anni: cosa ti piaceva leggere? 
Un po’ di tutto, in particolare adoravo i classici, come Piccole Donne o La piccola principessa, l’Isola del tesoro e Incompreso. Non ero ancora completamente autonoma nella lettura di libri così complessi (non erano riduzioni), così mia sorella maggiore passava i lunghi pomeriggi estivi a casa di mia nonna a leggere per me a voce alta.

Raccontaci com’è andata quel giorno in cui hai deciso che volevi fare il libraio
Ho deciso che avrei fatto la libraia durante il mio viaggio di nozze in Francia quando ho visto con quanta attenzione e quanto amore veniva trattato un tema come la lettura dedicata ai bambini e quante librerie per bambini ci fossero sul territorio. In Italia nel 2007 esistevano ancora poche realtà di questo tipo, così mi è sembrata una bella idea crearne una di prossimità in un quartiere di periferia.

Perché “Centostorie”?
Perché la nostra libreria si trova nel quartiere di Centocelle, a Roma. E perché per noi il punto nodale non è il libro ma la storia, che si racconta non solo in un testo, ma in un laboratorio e anche in un giocattolo educativo.

Com’è il vostro quartiere? Come dialogate con la gente e le realtà del vicinato? 
Centocelle è uno storico quartiere operaio che sta oggi conoscendo una nuova stagione con l’apertura della metro C e con tanti nuovi locali aperti la sera. Tuttavia, è un quartiere anche molto complesso: un mese fa hanno dato fuoco per la seconda volta alla libreria La Pecora elettrica, che si trova poco distante da noi. E’ stato un brutto colpo sapere che non riaprirà e che un punto di ritrovo importante è stato chiuso per via della criminalità. Abbiamo scelto questo quartiere inizialmente per un bando che abbiamo vinto sulla riqualificazione delle periferie. Poi è divenuta una scelta di vita e una scelta ideologica quella di portare i bei libri ai bambini delle periferie, il diritto al bello e alla lettura è un diritto di tutti.
Lavoriamo con le scuole del territorio e cerchiamo di essere punto di incontro per le mamme e i papà, le insegnanti e i nonni, ma soprattutto per i bambini a cui è dedicato tutto il nostro spazio e il nostro tempo. Alcuni anni fa abbiamo creato un corso per chi ha desiderio di aprire una libreria per bambini a cui hanno partecipato oltre 2000 persone provenienti da tutta Italia e che è arrivato alla sua 106 edizione. Dal corso è nato 6 anni fa Cleio, il circuito di librerie indipendenti per bambini che coordiniamo. 

Cosa direste a un amico che vuole aprire una libreria? Un consiglio spassionato. Quello che avreste voluto ricevere voi.
Consiglierei tre cose fondamentali: di calcolare bene non solo il budget di partenza, ma anche il conto economico delle entrate e uscite mensili, imparare a ragionare come piccolo imprenditore e non come tuttofare, quindi avere la capacità di attivare una rete di persone che lavorano con te e ti sostengono e di formarsi sulla letteratura per l’infanzia, approfondendo sia gli aspetti classici ma anche la moderna rivoluzione che stiamo vivendo in questi anni con la diffusione del libro per bambini e per ragazzi e la crescita del settore.

Parlaci di Cleio: com’è nato e cos’è
Il circuito di librerie Cleio è nato dal nostro corso “Aprire una libreria per bambini”: appena hanno iniziato ad aprire, le librerie continuavano a contattarci per avere consulenze di vario tipo e per non sentirsi isolate. Abbiamo quindi immaginato una rete che lasciasse le librerie indipendenti, ma che contemporaneamente potesse essere un coordinamento e un confronto per tutti noi librai.  Siamo nati con una intranet e con un “manipolo” di dieci librerie, oggi siamo 62 e siamo in tutta Italia. Ritengo che il gruppo Cleio sia un elemento rivoluzionario nel panorama editoriale italiano, non siamo un franchising ma condividiamo un modello di libreria e una modalità di lavoro.

A dicembre arriveranno da voi gli autori di Cane Puzzone! Che attività avete in programma?
Abbiamo organizzato incontri fin dal mattino: Colas Gutman e Marc Boutavant incontreranno quattro classi delle scuole limitrofe, con cui abbiamo lavorato in questi giorni, leggendo insieme i libri e facendo laboratori di approfondimento. Tutti i bambini sono emozionati e sorpresi che due autori che abitano così lontani ed hanno pubblicato una serie così divertente possano venirci a trovare, proprio qui in periferia. Ritengo già questa una rivoluzione di sistema e mi diverto a vedere i loro volti così meravigliati.


Libreria Centostorie, venerdì 6 dicembre, ore 17

Il tuo posto preferito per leggere? 
Sono tendenzialmente pigra anche se il mio lavoro e i miei impegni familiari comportano un movimento continuo e costante, quindi mi piace leggere in inverno sul mio letto con una coperta sulle gambe, una tazza di thé e la porta categoricamente chiusa: siamo io e la storia che sto leggendo. In estate mi piace leggere nei pomeriggi caldi su di un’amaca, ma in generale, sono in grado di leggere anche su una roccia in mezzo ad una piazza affollata. Quando la storia mi prende non esisto per nessuno.

La giornata più speciale (in assoluto) nella storia della libreria? 
Banalmente il giorno dell’inaugurazione: davvero ho avuto la sensazione di cambiare un po’ il mondo e la mia vita. Ma direi anche, da ottimista che la giornata più bella deve ancora venire.

Se fossi un libro di Terre di mezzo Editore saresti?
Mi sento molto in empatia con Dory Fantasmagorica. Non solo mi fa ridere per i guai che combina, ma mi piace molto il modo di affrontare la vita e di apparire agli altri, senza schemi complessi, senza fingersi altro da sé. Mi pare di doverne sempre trarre un insegnamento.

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  • Terre di mezzo

    Casa editrice con sede a Milano. Pubblichiamo 60 titoli all’anno, scelti e realizzati con cura per voi.
    I Percorsi a piedi e in bicicletta, i libri per bambini de L’Acchiappastorie, i manuali creativi delle Ecofficine sono le nostre collane principali.
    Per primi abbiamo pubblicato la Guida al Cammino di Santiago, titolo bestseller oggi giunto alla 12ma edizione.
    Tra i nostri libri più amati e conosciuti: La grande fabbrica delle parole, albo illustrato da Valeria Docampo e la serie Dory Fantasmagorica, di Abby Hanlon.

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