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Ciò che appare ma non è. Una baita per due

Una baita per due Loic Froissart

Un enorme bosco, una piccola e graziosa baita nascosta tra maestosi alberi e il suo proprietario. Nell’albo scritto e illustrato da Loïc Froissart, la storia è narrata (o almeno così sembra) da un ragazzo di ritorno tra i verdi luoghi che circondano la sua piccola abitazione, dove trascorrerà le proprie giornate tra escursioni, svaghi e passatempi in un luogo così solitario e tranquillo.

“La mia baita è piccina, ma ci sto bene. Si può cucinare il pesce alla griglia. Con un po’ di miele è delizioso. Si può anche fare un pic-nic, respirare l’odore del bosco.”

Inoltrandosi nella lettura, pagina dopo pagina, ci si rende però conto di come la narrazione possa avere un’altra voce, un diverso protagonista e un altro proprietario: un orso. L’ animale -che con l’arrivo del ragazzo, sembra farsi da parte in attesa di riappropriarsi della sua piccola dimora rossa- lo segue curioso senza mai rivelarsi, in un susseguirsi ironico di avvicinamenti e nascondigli.

Il testo, molto semplice ed essenziale, lascia spazio alle illustrazioni: a piena pagina, dai colori decisi e dai tratti morbidi. Protagonista delle tavole è il colore: il verde e l’azzurro su tutti, talvolta con qualche piccolo dettaglio in rosso, giallo e marrone. In questo divertente racconto di convivenza -del tutto singolare– tra uomo e animale, la regina incontrastata appare senza alcun dubbio la natura, nel suo essere selvaggia, (quasi) incontaminata e senz’altro spettacolare.

L’autore, scegliendo di conferire alle immagini un ruolo fondamentale e bilanciando figura e testo scritto (che nel racconto sono speculari), pone l’accento sul linguaggio iconico del racconto. Quest’ultimo, oltre ad essere un elemento estetico e di fascino per i più piccoli, risulta essere un fattore di facilitazione nelle comprensione delle storie. I bambini infatti, attraverso le immagini possono anticipare il significato del testo scritto, riuscendo per così dire, a “leggere prima di saper leggere”. Questo, oltre a rappresentare un elemento di gratificazione per chi è ancora agli esordi nella lettura, ci fa comprendere l’importanza delle illustrazioni nella comprensione del messaggio narrativo.

E infine, che ne sarà della baita? Le ultima pagine ci mostrano un proprietario andarsene a malincuore:

“Quando lascio la mia baita mi dispiace sempre un po’.”

E un altro tornarsene tranquillamente al proprio posto, in veranda:

“Peccato per le visite di quello strano essere… crede che la baita sia sua!”

A voi scoprire… chi è chi.

Un libro tutto verde, per quelle volte in cui si sente la necessità di immergersi nella natura ma si ha modo di farlo solo con la fantasia. O per quei momenti in cui ogni cosa appare grigia e abbiamo bisogno che un po’ di colore riempia le nostre giornate.

Maestra di scuola dell'infanzia, da poco mamma, da sempre appassionata di albi. Questo spazio è il racconto dei libri di Terre che oggi amo di più e scelgo di custodire sullo scaffale di Caterina, per quando crescerà

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  • Terre di mezzo

    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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