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Un inno alla naturalezza, le avventure di Ciri e Cirirì

ciri e cirisì kaya doi

In sella alle bici, immergiamoci nell’incantevole mondo di Ciri e Cirirì.
Nera chioma a caschetto, le guance colorite di chi ama stare all’aria aperta, le gemelle abitano in una piccola casetta dal tetto rosso, graziosamente cinta da una staccionata bianca.

ciri e cirisì kaya doi

Kaya Doi con Ciri e Cirirì nel bosco delle delizie, primo volume delle avventure su due ruote delle due sorelline giapponesi, ci racconta una giornata tra i sentieri e i luoghi, tanto semplici quanto favolosi, di questa foresta, talmente perfetta da sembrare incantata.

“ Drin drin! Drin drin!
Mentre pedalano nel bosco
sentono un profumino squisito.
Chissà da dove arriva… ”

Ovviamente dal bar del bosco, la prima sosta della giornata. Tavoli e sedie di diverse forme e dimensioni accolgono chiunque desideri un dolce ristoro: da quelle mini, perfette per le due api che stanno sorseggiando beatamente la loro tisana alla violetta; a quelle decisamente più grandi, adatte per Ciri e Cirirì, che si intrattengono bevendo rispettivamente un caffè alle ghiande e una tisana ai fiori di loto “Che delizia!”.  

Anche il chiosco della paninoteca, in quanto a golosità, non è da meno. Dopo aver attraversato il bosco pedalando tra salite e discese, nulla è infatti più gradito di goloso panino: alle noci con marmellata di fragole per Ciri; e alla soia con marmellata di castagne per Cirirì. Ghiottonerie da non lasciarsi scappare.

Terminata la merenda e dopo essersi rinfrescate con un bel tuffo nel lago; un pisolino ai piedi di una grande quercia è proprio ciò che serve per recuperare le forze e riprendere a pedalare.

“Drin drin! Drin drin!
Ciri e Cirirì pedalano e pedalano ancora.
Il sole sta quasi per tramontare.
Per fortuna, poco più in là,
ecco comparire l’hotel del bosco.”

Un elegante cervo con papillon verde accoglie le due gemelline nella hall dell’albergo e accompagnandole alla propria camera le avvisa 

“tra poco inizierà il concerto del bosco”.

Si sente una musica provenire da fuori, Ciri e Cirirì aprono la finestra e che meraviglia, un tripudio di note e di colori le accoglie, ci sono tutti gli animali riuniti per suonare e cantare. Senza pensarci troppo a lungo, Ciri e Cirirì si uniscono al coro

“Trallalì e trallalà… .E’ proprio una bella serata nel bosco!”

Il finale perfetto per una giornata deliziosa.

La seconda avventura delle gemelline inizia con un bella merenda -non poteva essere altrimenti- e con un misterioso rumore provenire dalla cantina della loro casa dal tetto rosso.

“C’è un buco nel muro,
e degli animali stanno scappando!
Ciri e Cirirì decidono di seguirli in sella alle loro bici.”

Senza indugio e senza alcuna paura, le due bimbe paffute decidono di addentrarsi nei diversi tunnel del sottosuolo, dove le attendono piacevoli scoperte. Il primo, pieno di radici, le conduce tra i campi sotterranei di arachidi in cui rimediano dalle talpe un delizioso gelato caldo – “che delizia”! – .
Il secondo cunicolo è stretto stretto e irradiato da una luce arcobaleno, regalata da una straordinaria distesa di fiori dai colori più svariati che, come lampadine, illuminano e colorano quegli spazi bui.

Infine, percorrendo un tunnel sotto a un orto, raggiungono i tre presunti ladruncoli.

“Sono dei tassi.
I bambini stavano andando a raccogliere
le mele, ma si sono sbagliati
e hanno rotto il muro della vostra cantina …
Per scusarci vi invitiamo a cena.
Dicono i genitori.”

Un invito a cena non si può rifiutare e così “Drin drin! Drin drin!” le sorelline montano in sella e seguono i tassi verso la loro casa che si trova sulla riva opposta di un lago sotterraneo. Al loro arrivo la tavola imbandita appare una vera delizia per gli occhi oltre che per il palato 

“Tuberi fritti, tagliati e disposti come dei fiori,
e una zuppa azzurra con fagioli di tre colori”

Ciri e Cirirì sazie e stanche per via della lunga giornata, si addormentano.

Al risveglio si accorgono che papà tasso ha scavato proprio per loro un nuovo tunnel che le accompagna direttamente a casa, giusto in tempo per ammirare le luci dell’alba di una splendida mattina.

Leggere le avventure di Ciri e Cirirì ha il piacevole “effetto collaterale” di donare una sensazione di reale benessere, come in uno di quei sogni da cui mai vorresti svegliarti. Il tratto raffinato dell’autrice è eccezionale: l’uso dei colori, le diverse sfumature unite a tutti i minuscoli dettagli rappresentati con enorme cura, non fanno che aumentare la piacevolezza che porta la lettura di questi racconti.

Tutto appare gioioso e squisito (e non solo per la grande quantità di dolci e prelibatezze che si rintracciano nella storia!)  in questo mondo sognante eppure così naturale; ogni cosa sembra fatta “su misura”,  pronta ad accoglierci, poco importa che sia tra i verdi sentieri di un bosco meraviglioso, o tra gli stretti cunicoli del sottosuolo.

La narrazione ricorda la fantasia di quei giochi d’immaginazione dei bambini e forse per questo appena si chiude il libro, l’esclamazione che arriva dalle piccole vocine è “me lo leggi ancora?”.

Kaya Doi racconta che l’ideazione di Ciri e Cirirì è nata mentre guidava nella campagna giapponese circondata dalle montagne “un inspiegabile sentimento mi ha invaso, portandomi a pensare che qualcosa di straordinario poteva accadere, in posti immersi nella natura come questo, senza che noi essere umani ce ne accorgiamo” e forse è proprio da qui che nasce quella delicata sensazione di magia che si ritrova tra le pagine di questi volumi.

Chiudo i libri con la consapevolezza che le avventure di Ciri e Cirirì accompagneranno le mie letture con Caterina nei prossimi anni e con il dubbio di dover già preparare una bicicletta pronta a portarci al “bar del bosco” a prendere un panino al miele con marmellata di more di gelso.

Maestra di scuola dell'infanzia, da poco mamma, da sempre appassionata di albi. Questo spazio è il racconto dei libri di Terre che oggi amo di più e scelgo di custodire sullo scaffale di Caterina, per quando crescerà

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