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Affrontare la salita, inseguire un sogno. Insieme, si può

Come insegnano “I musicanti di Brema” (una delle fiabe più conosciute dei fratelli Grimm) quando gli animali uniscono le loro forze e aguzzano l’ingegno possono arrivare a mete irraggiungibili.
Varrà lo stesso, per i animali protagonisti di questo albo? La torta è troppo in alto, di Susanne Strasser.  

“L’orso ha fame.
Mmm, lassù c’è una torta, 
chissà che buona!”

Con queste semplici parole, entra in scena il primo personaggio di questo breve racconto. Si narra di un avvicendarsi di animali che giungono ai piedi di una casa, con il nobile (o goloso) intento di aiutare orso a raggiungere l’ambito e irresistibile dolce, posto su di un alto davanzale. 

Ecco allora arrivare il maiale.

“Ma la torta è troppo in alto, 
E l’orso è troppo in basso. 
E HOP!  Salta sopra all’orso, 
ma la torta è troppo in alto, 
e il maiale e l’orso 
sono troppo in basso.” 

Arrivano anche il cane, la lepre, la gallina, la rana che saltano uno sulle spalle dell’altro e proprio quando sembrano essere ad un soffio, o per meglio dire a un salto dalla torta, ecco arrivare il bambino, che:

“ZACK! 
Prende la torta 
e SBAM! 
Chiude la finestra” 

facendo capitombolare a terra gli improvvisati acrobati e infrangendo il loro dolce sogno farcito di glassa e ciliegine. Rimarranno tutti a bocca asciutta, o la porta della casa si aprirà?

Susanne Strasser, evocando la “torre di animali” dei noti Musicanti, ci regala un libro che ha tutte le caratteristiche per essere un piccolo volume adatto alle prime letture dei più piccoli. Il formato cartonato, maneggevole e resistente, è strutturato in verticale per dare l’esperienza fisica dell’altezza, che è un elemento centrale del racconto. Le illustrazioni sono semplici, chiare, nitide e senza troppi dettagli, con il contorno ben marcato su uno sfondo di colore uniforme privo di ombre e sfumature. La struttura cumulativa e ripetitiva della narrazione rende il suo andamento prevedibile e rassicurante. Il linguaggio è familiare, strettamente collegato all’immagine rappresentata e con marcate componenti sonore, come tutte le onomatopee e i suoni che possiamo rintracciare nella storia. Questa tipologia di testi, le cosiddette protostorie, con una semplice successione di eventi che hanno un inizio e una fine, raccontano fatti molto vicini alla vita quotidiana dei giovani lettori. Mia figlia, che ormai abitualmente si aggira per casa in punta di piedi, con le manine che tastano le diverse superfici per raggiungere gli oggetti posti “più in alto”, quelli più ambiti, me lo ricorda molto bene ogni giorno. 

Per ora, questo nuovo libro non ha ancora trovato posto sullo scaffale di Caterina… perché orso, maiale, lepre e tutti gli altri animali viaggiano con noi in ogni nostro spostamento: dai nonni, al supermercato, in auto. Ma certamente si è guadagnato di diritto il posto più accessibile: quello più in basso! A portata di mano. 

Maestra di scuola dell'infanzia, da poco mamma, da sempre appassionata di albi. Questo spazio è il racconto dei libri di Terre che oggi amo di più e scelgo di custodire sullo scaffale di Caterina, per quando crescerà

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  • Terre di mezzo

    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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