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Quando la diversità diventa un difetto

“Quando sono nato ero diverso dagli altri. Era una differenza piccolissima che si vedeva appena. Così piccola che tutti hanno creduto fosse una parte di me. Poi sono cresciuto e anche la mia differenza è cresciuta. Alla gente ha iniziato a dare fastidio. Mi dicevano che era un difetto”.

“Un trascurabile dettaglio” è la storia di un bambino con una particolarità.

Qualsiasi essa sia, gli impedisce di stare bene: non riesce a farsi degli amici, fatica ad ascoltare e imparare, finisce spesso in punizione.

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Quando nessuno lo guarda, il protagonista riesce a gestire la sua particolarità e, di conseguenza, il suo forte lato emotivo, riuscendo a godersi qualche momento in tranquillità e praticando le sue attività preferite.

Ma quando si trova insieme ad altri compagni, la particolarità prende il sopravvento e si ingigantisce a dismisura fino a convincerlo ad indossare un’etichetta e ad identificarsi in essa. Quel dettaglio non trascurabile invade la sua persona, colora tutta la pagina, domina i suoi pensieri e le sue emozioni. 

Così, egli perde il suo nome proprio, le sue qualità, le sue caratteristiche e diviene la sua particolarità.

Egli non è più un bambino, diventa il bambino, quello difettoso, quello strano.

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Finalmente, un dottore diverso gli svela una formula magica che lo aiuterà ad accettare e convivere con quella particolarità, che lo caratterizza e lo rende unico.

“E, alla fine, gli altri hanno visto me e solo me”.

Questo albo illustrato è prezioso proprio perché non ci sono etichette; ciascuno può immedesimarsi nel protagonista ed acquisire quella particolarità come propria: una disabilità, un difetto fisico, una difficoltà di lettura, un problema familiare.

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Dobbiamo solo imparare quella formula magica che ha salvato il protagonista, una formula che, inevitabilmente, parte dall’autoaccettazione, per giungere a sentirsi liberi di essere speciali.L’albo contiene alcune pagine trasparenti, che simboleggiano il percorso interiore del bambino nei confronti della sua particolarità che ora appare piccola come una formica e gli permette di essere se stesso.

La mia esperienza con il libro in classe
L’ho proposto in una classe 4^ di Scuola Primaria, come primo spunto per un percorso sul bullismo.
Ho creato una “Scatola delle emozioni e dei pensieri” ed ho invitato i bambini ad inserirvi dei bigliettini anonimi in cui avevano descritto una loro particolarità, un difetto, qualcosa che non li faceva sentire a loro agio, che causava loro sofferenza e/o oggetto di prese in giro.
In Circle Time* ho letto ad alta voce ciascun biglietto ed ho chiesto ai bambini, man mano, di donare una formula magica che fosse utile all’autore per risolvere il problema presentato.
Al termine dell’esercizio, abbiamo riflettuto insieme sull’esperienza e sulla sua importanza.
È stato un momento molto emozionante, soprattutto perché sono stati i bambini stessi a cercare soluzioni utili per i loro compagni, prendendo in esame ciascuna situazione, riflettendo ed offrendo consigli con il cuore.

Glossario
* Il
Circle Time è una strategia educativa introdotta dallo psicologo americano Thomas Gordon, negli anni ‘70, per promuovere la comunicazione e l’ascolto reciproco. I bambini sono invitati a sedersi in cerchio insieme all’insegnante e a raccontare un episodio vissuto, un sogno, una sensazione o ad esprimere un’opinione in merito ad una determinata tematica.


Rubrica a cura di Chiara Fanti
Sono una giovane insegnante di Scuola Primaria, specializzata nel sostegno agli alunni con disabilità.
A scuola porto sempre  una  piccola valigia con dentro albi preziosi e materiali utili per affrontare con il sorriso l’argomento del giorno. Racconto ai bambini che la mia valigia è piena di sogni: da assaporare, raccontare e condividere con coraggio. Sogni che accarezzano il cuore e fanno stare bene.
È una valigia per emozionarsi, creare, fantasticare e imparare. Per scoprire il mondo con gli occhi dello stupore. Per crescere con un pizzico di magia e avventurarsi nel viaggio della vita.

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