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Lavorare in classe con un “manuale di fantasia applicata”

la valigia della maestra chiara avventure nel giardino delle idee

«Cos’è “un’idea?” Sembra un’isola impossibile da raggiungere. Si dice che ce ne siano dappertutto, ma non sono facili da afferrare. A volte sono piccolissime e trasparenti. È importante osservare con attenzione: se un’idea ti si posa in testa, potrai ascoltarla e coltivarla affinché cresca».

Volete coltivare un’idea? Prima di tutto vi serve una testa! In effetti, un’idea non può crescere su un piede, su un braccio o sulla schiena… Vediamo come si fa, a partire dagli spunti offerti dal libro, collana Ecofficine (Terre di mezzo Editore):

Avventure nel giardino delle idee. Manuale di fantasia applicata
Autrici: Pin Tam Pon alias Julia Abalde e Clara Sáez
Età: Crossover
Obiettivi: Sviluppare il pensiero divergente e la creatività

Un libro insolito e speciale, ricco di giochi, racconti e attività che risvegliano e stimolano la creatività dei bambini (e degli adulti più avventurosi). Le autrici, che di mestiere sono illustratrici ed educatrici, presentano ben 15 progetti, che si possono riprodurre facilmente con materiali semplici e di uso comune, seguendo i passaggi ed osservando le immagini. Eppure, questo rappresenta solo il primo passo ed è il momento in cui “viene piantata un’idea”, un semino, un pensiero embrionale che, come un sasso nello stagno cresce, si espande in cerchi concentrici sempre più grandi… poi, finalmente, germoglia. Ciò che germoglia è qualcosa di nuovo, di originale, di personale, proprio di una mente che si fa geniale, che non si limita ad una mera riproduzione, bensì punta in alto ed ambisce a ciò che viene definito emulazione, nel significato più profondo del termine. Infatti, l’emulazione (dal latino “aemulatio”) si discosta dalla semplice e passiva “imitatio” (copia, imitazione), in quanto il soggetto, attraverso l’esaltazione delle proprie caratteristiche e dei propri talenti, trae spunto dal modello, ma vi aggiunge qualcosa di sé, che non può che essere differente da esso. In altre parole, viene piantata un’idea che, in base alle qualità proprie di ciascuno, si trasforma in qualcos’altro, sempre diverso e sempre bellissimo. Ed è così che si allena quel pensiero divergente di cui abbiamo tanto sentito parlare e che si trova sempre a stretto contatto con la fantasia, l’immaginazione, la creatività, senza dimenticare il gioco, il divertimento e un gran bel sorriso stampato sui volti dei fanciulli.

Non a caso, il primo progetto che le autrici descrivono invita a costruire “vasi pensanti”.

Perché? Ma per arredare un bel giardino di idee, ovviamente!

Un viaggio super creativo in compagnia di strambi personaggi, come Piumosa, Beccone, il signor Gustavo e la signorina Esmeralda, tra luoghi inusuali, città pieghevoli, magiche scoperte ed artisti di ogni tipo! In appendice al libro, un archivio di materiali, da fotocopiare, decorare e personalizzare.

ATTIVITÀ IN CLASSE CON IL MANUALE AVVENTURE NEL GIARDINO DELLE IDEE

Dopo il lockdown, siamo tornati a scuola, finalmente. Bambini e insegnanti non vedevano l’ora di ritrovarsi e passare un po’ di tempo di qualità insieme.

Quale libro migliore per ripartire all’insegna della creatività? Ho scelto di emulare il progetto a pagina 14 del manuale Avventure nel giardino delle idee, per lavorare sulla geometria in maniera divertente e per costruire le fondamenta di un bellissimo laboratorio di scrittura creativa.

Il titolo del progetto è Cosa vedi?, ed è introdotto da una breve filastrocca:

Sembro un semplice quadrato
sempre uguale è ogni mio lato.
Ma ti avverto:
in base a chi mi guarda
mi posso trasformare,
in qualsiasi cosa
si riesca a immaginare.
Alcuni mi riempiono di cose e mi portano in vacanza.
Altri mi colmano di terra bagnata e mi mettono in terrazza.
A volte sulle mie pagine ospito una storia intera
altre prendo il volo con il vento di primavera.
Facciamo una prova!
Guardami bene, da cima a fondo,
in ogni angolo del mio mondo.
Cosa vedi?

La filastrocca fa riferimento alla forma geometrica del quadrato che, con l’aiuto di una matita, di un pennarello e soprattutto di uno sguardo attento e curioso si può trasformare in qualcos’altro, come ad esempio una valigia, un vaso, un libro, una casa, una macchina… basta aggiungere qualche piccolo dettaglio! E si sa, sono i dettagli a fare la differenza.

DALLA GEOMETRIA ALLA SCRITTURA CREATIVA

Lavoro svolto insieme ad alunno con disabilità di classe 3^, scuola primaria.

Siamo partiti dal quaderno di matematica ed abbiamo disegnato alcune figure geometriche: un cerchio piccolo, uno grande, una linea, un triangolo e un quadrato.

Le abbiamo osservate con attenzione, le abbiamo capovolte, ci abbiamo disegnato sopra, le abbiamo colorate e le abbiamo trasformate in qualcosa di nuovo!

Così, il cerchio piccolo è diventato una luna piena, il cerchio grande un sole con i raggi incandescenti, ma anche la testa di una simpatica gallina. Abbiamo disegnato altre linee, le abbiamo incrociate tra loro per ottenere un fiocco di neve, mentre invece due triangoli che condividono la stessa base si sono trasformati in un coloratissimo aquilone. Infine, un quadrato capovolto e un triangolo capovolto sono divenuti la testa e la coda di un pesce!

Ora si che è più facile ricordare il nome delle figure geometriche e riconoscerle sempre, anche quando si trovano a testa in giù! Un quadrato rimane un quadrato, anche quando sta in equilibrio su un vertice senza appoggiarsi su un lato; allo stesso modo, un triangolo rimane tale in qualsiasi posizione esso si trovi.

Questa attività è stata utile per lavorare attivamente e concretamente su questi concetti, sperimentando con le figure geometriche, toccandole con mano e giungendo ad un apprendimento significativo.

Potevamo forse concludere qui il nostro lavoro? Ma certo che no!

Ci siamo talmente divertiti che abbiamo pensato di utilizzare le figure geometriche per costruire dei veri e propri personaggi, da assemblare su uno stecchino ed utilizzare per inventare e raccontare storie sempre diverse! I compagni di classe si dimostrano sempre degli ottimi ascoltatori e le nostre storie sono sempre molto apprezzate.

Ecco una pagina del libro: chi riconosce da quale immagine e figura siamo partiti per costruire il pesce verde? L’abbiamo utilizzata così o l’abbiamo capovolta?

E ora vi presentiamo la prima storia che abbiamo inventato e che abbiamo animato utilizzando i personaggi costruiti.

L’aquilone di Teresina
In una calda giornata di sole, Teresina la gallina faceva volare il suo aquilone fucsia e si divertiva molto. Lei adorava quell’aquilone; glielo avevano regalato i suoi genitori quando era ancora un pulcino. Ci giocò per tutta la giornata; quando il sole splende in cielo bisogna approfittarne! La sera, esausta, andò a letto presto e si dimenticò l’aquilone fuori in giardino. Si fece buio, la luce della luna piena illuminava il verde dell’erba tagliata, lasciando intravedere, al mattino presto, qualche goccia di rugiada simile a fiocchi di neve, dalla forma simmetrica e delicata. Preziosa perfezione!
Quando Teresina si svegliò, l’aquilone era sparito! Lo cercò in lungo e in largo per giorni senza trovarne traccia…
Dietro casa sua c’era un famoso e lunghissimo fiume, il Rio Smeraldo, noto a tutto il mondo per le sue acque limpide e colme di rarissimi pesci verdi. Quella notte il vento tirò talmente forte che l’aquilone si sollevò, si ribaltò, rotolò tante volte e si immerse nel fiume.

I pesci verdi si entusiasmarono; non avevano mai visto un colore diverso dal verde.
“Che colore è mai questo?”
“Verde salvia non è!”
“Verde rosmarino neanche!”
“Verde menta non è!”
“Verde acqua neppure!”
“Che meraviglia! Abbiamo trovato un tesoro!”
Così, increduli e ancora stupiti, decisero di far diventare l’aquilone di Teresina la loro dimora.
Teresina, senza saperlo, aveva cambiato la storia… Da quella notte, la leggenda narra che in un punto preciso, sconosciuto e lontanissimo del Rio Smeraldo si intraveda una macchiolina fucsia… Quante mappe sono state disegnate per trovarla e quanti turisti curiosi!
In realtà, solo noi sappiamo che si tratta dell’aquilone di Teresina!

Provate anche voi ad inventare una storia a partire da questi personaggi!
Quale sarebbe il titolo? Sarebbe una storia comica? Un giallo? Un horror?
Sbizzarritevi!
Potere inventare storie all’infinito, a partire dal disegno di qualche altra forma geometrica e nuovi personaggi da costruire.

Sono una giovane maestra specializzata nel sostegno agli alunni con disabilità. A scuola, porto sempre una piccola valigia con dentro albi preziosi e materiali utili per affrontare con un sorriso l’argomento del giorno

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