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Safer Internet Day – Giornata della navigazione sicura in internet. Un consiglio di lettura

rebecca paradise

L’8 febbraio è il Safer Internet Day, la Giornata mondiale dedicata alla navigazione sicura e all’uso positivo di Internet, istituita e promossa dalla Commissione Europea.
In Italia, la Giornata è coordinata dal progetto “Generazioni Connesse”, membro della rete europea “Better Internet for Kids” e coordinato dal Ministero dell’Istruzione con il partenariato di alcune delle principali realtà italiane che si occupano di sicurezza in Rete. La missione educativa è di fornire informazioni, consigli e supporto a bambini, ragazzi, genitori, docenti ed educatori che hanno esperienze, anche problematiche, legate a Internet.

“Generazioni Connesse” ha elaborato e distribuisce in free download alcuni materiali di informazione e sensibilizzazione rivolti proprio ai bambini e ai ragazzi. Eccoli pubblicati qui:
Poster – BAMBINI
Poster – RAGAZZI

Noi di Terre abbiamo pensato di suggerirvi il titolo perfetto per una lettura a tema coi vostri ragazzi (dai 9 anni): La vita segreta di Rebecca Paradise. Il blog delle mezze verità, di Pedro Mañas (illustrazioni di Bea Tormo, traduzione di Luigi Cojazzi).

Un libro per la Giornata della navigazione sicura in internet – Safer Internet Day


“La vita segreta di Rebecca Paradise. Il blog delle mezze verità”. Chi è l’autore e di cosa parla il libro

Pedro Mañas, filologo di formazione, combina la sua opera letteraria con incontri nei centri educativi e attività per promuovere la lettura. Tratti caratteristici delle sue opere sono l’umorismo, l’originalità e la capacità di cogliere e narrare il lato fantastico della vita quotidiana.
Rebecca Paradise ha vinto il Premio El Barco de Vapor 2020 attribuito alle migliori opere di letteratura per l’infanzia che “incoraggiano il gusto per la lettura e trasmettono, con qualità letteraria, valori umani, sociali, culturali o religiosi che aiutano a costruire un mondo più giusto”.
Il libro è raccontato in prima persona da Ursula: ha 11 anni e 5 mesi, un gatto disperso nello spazio, un padre che guida astronavi e una madre scomparsa nella cassa di un mago. Vero o falso? In pochi credono ai fantasiosi racconti di Ursula, così un giorno apre un blog sotto il nome di Rebecca Paradise.
Mentre tutti si chiedono chi sia Rebecca… Ursula indaga sul misterioso passato di Sofia Jenkins, a capo del giornalino scolastico. E scopre che nemmeno Sofia è stata del tutto sincera con gli altri.
Una storia che coinvolgerà i bambini coetanei di Ursula sul significato di tanti accadimenti del loro vissuto quotidiano, le verità nascoste perché, magari, difficili da dire. E anche sull’utilizzo dei social media nella comunicazione con i propri pari.

Citazioni memorabili di Rebecca Paradise su bugie e racconti, blog, internet

«So che c’è differenza tra bugie e racconti. So che se dici a un bambino che sta per addormentarsi che c’era una volta un coniglietto che coltivava carote nel bosco, si chiama “racconto”, e invece se dici alla tua insegnante che un coniglietto si è mangiato il tuo quaderno con i compiti, si chiama “bugia”. Ma le cose non sono sempre così semplici. Tutt’altro».

«Non sono mai stata una grande appassionata di computer, quindi, per me, blog è semplicemente il rumore che fa un budino quando si spiaccica sul pavimento. Ma so che è anche qualcos’altro. Un blog è una specie di diario digitale in cui puoi far sapere al mondo tutto quello che ti succede giorno per giorno, o quello che non ti succede e vorresti che ti succedesse, o qualsiasi altra cosa».


“Un blog è uno spazio molto personale”, mi ha spiegato Alex. “Come una casa. Puoi scegliere tutto, dal colore delle pareti alla musica che si sente in salotto. E cosa più importante di tutte: puoi scegliere chi essere.”

«Come spia dilettante, mi stavo rendendo conto che su internet si può trovare quasi tutto su qualsiasi cosa o chiunque. Mi è sembrato elettrizzante ma anche vagamente spaventoso, e sono stata felice di non aver messo nel mio glob una mia foto, o il mio indirizzo, o la combinazione segreta della mia cassaforte piena di terra fresca. Non volevo facilitare le cose ai ladri di lombrichi».

Grazie, Sarah”, ho sorriso, mentre prendevo gli ultimi appunti. “Senti… Hai davvero letto il glob? Cioè, il mio blog.”
“Sì! Me l’ha fatto vedere mio fratello. E a lui, un vicino di casa. E al vicino, sua cugina, credo.”
Cominciavo ad avere le vertigini. Alex aveva ragione: internet andava misurat
o in chilometri.

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