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Libri per ricordare con i bambini la Giornata della Memoria

giornata della memoria il nemico perché

La data della liberazione di Auschwitz (27 gennaio 1945) è stata consegnata ai posteri dall’ONU come “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime dell’Olocausto: ebrei, rom, sinti rinchiusi nei campi di concentramento e sterminati dal regime nazista di Hitler nel secondo conflitto mondiale. Dare nome, volto e storia, dunque. Ma anche – man mano che trascorre il tempo e scompaiono i testimoni diretti di quell’orrore – farsi carico di raccogliere l’invito che Anna Frank ci ha consegnato, nei suoi scritti:

Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.

Diventa dunque fondamentale saper trasmettere alle nuove generazioni il messaggio dell’insensatezza di ogni violenza. Gli albi e le storie ci aiutano, come sempre.

“Perché?”, di Nikolai Popov

Sono nato nel 1938 a Saratov, in Russia, sulle rive del fiume Volga. Una tipica cittadina russa: antica, bella, piuttosto provinciale, verde e accogliente, con l’università, un paio di teatri, un conservatorio e un meraviglioso museo. La guerra è entrata presto nella mia vita e ha distrutto questa bella città. Di notte i nazisti bombardavano le strade e, quando le sirene suonavano per avvisarci dell’attacco, mia madre, mia nonna o mia zia mi portavano nei bunker. Ricordo ancora il suono di quelle sirene. Ero piccolo e non capivo perché ciò accadesse.
Al mattino, io e i miei amici tornavamo ai nostri passatempi. Giocavamo a “Lopte”, un gioco con la palla, o a “Cosacchi e ladri”, o andavamo a zonzo per le strade a raccogliere schegge di bombe. Per noi, quei pezzi di metallo lucidi e pesanti erano bellissimi. Non capimmo la loro spaventosa origine – la violenza mortale che accompagnava quei tesori luccicanti – finché un ragazzo, durante una delle nostre ricerche, non ne trovò uno che gli esplose tra le mani, lasciandolo per sempre zoppo. Credo che questo incidente, insieme alle terribili immagini che vidi nel dopoguerra – prigionieri tedeschi che scavavano fossi lungo le strade o contadini russi che tornavano a casa senza braccia o senza gambe – abbia avuto un’influenza profonda sulla mia infanzia. Ma il mio rifiuto consapevole della guerra e della violenza è arrivato più avanti, e non è stato solo il risultato della mia esperienza personale, ma anche della lettura delle opere di Tolstoj e Dostoevskij, di Remarque e di Hemingway.
Ho realizzato questo libro perché credo che i bambini, che comprendono l’insensatezza della guerra e vedono quanto sia facile essere trascinati nel circolo vizioso della violenza, possano diventare in futuro una forza di pace. E spero anche che gli adulti, che condivideranno questo libro con i bambini, possano rielaborare le proprie convinzioni riguardo all’insensatezza della guerra.

Nikolai Popov (1938-2021. Autore, illustratore e artista russo)

“Il nemico. Una storia contro la guerra”

«A volte penso che
ci hanno dimenticati qui.
Da molte settimane, o forse mesi,
non si sentono più i cannoni.
Forse sono morti tutti
e noi siamo rimasti gli unici due soldati a combattere
e quello che sopravvive avrà vinto.
Altre volte penso che forse il mondo non esiste nemmeno più».

Isolato in trincea, un soldato combatte contro un nemico che non vede, ma che di certo è cattivissimo.  C’è scritto anche sul Manuale che ha ricevuto insieme al fucile: “il nemico non è un essere umano”. Una notte, però, il soldato si avventura fuori dal suo buco e scopre che il terribile nemico, in realtà, non è poi così diverso da lui…


Esce in nuova edizione “Il nemico”, scritto da Davide Calì, illustrato da Serge Bloch, albo molto amato e usato anche a scuola (per tutte le età, dai 6 anni).

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