Chiudi

Ricerca

Intervista a Claudia Valentini, traduttrice di L’amore sconosciuto

Milano chiama Berlino! Abbiamo contattato Claudia Valentini nella città in cui risiede, per farle qualche domanda sul suo lavoro e, in particolare, sull’esperienza de “L’amore sconosciuto“, romanzo per ragazzi di Rebecca Stead, che ha tradotto per noi.

Claudia, parlaci un po’ di te

Innanzitutto, grazie mille per questa meravigliosa opportunità. Non succede spesso (ma per fortuna sempre più spesso) che si accendano le luci sui traduttori e sono stata davvero contenta di ricevere il vostro invito. Allora, ho 35 anni e sono nata e cresciuta nella cittadina marchigiana famosa per la carta: Fabriano. Ormai da 7 vivo a Berlino, dove oltre a fare la traduttrice faccio anche l’assistente a una ragazza disabile (anche lei traduttrice) e dove, oltre che con lei, vivo insieme a 6 gatti a pelo lungo e due cagnolini. I cagnolini sono statunitensi, adottati in Canada da me e dalla mia coinquilina italiana e portati a vivere in Germania. Mi piacciono le cose un po’ diverse dall’ordinario, come si vede!

Cosa pensi della figura e del lavoro del traduttore? Come sei diventata traduttrice?

Ho sempre studiato le lingue, fin dalle elementari, e la scuola interpreti e traduttori mi sembrava il naturale proseguimento dei miei studi al liceo classico con indirizzo linguistico. Quando mi sono iscritta, però, non avevo assolutamente le idee ben chiare sul mio futuro, anzi. Pensavo più all’interpretariato, o comunque a un’applicazione aziendale o commerciale della mia laurea. Poi, un giorno una professoressa di traduzione dall’inglese all’italiano mi ha involontariamente indicato la via… E’entrata in classe e ci ha detto: “Traducetemi questo”. Era l’incipit di Matilda di Roald Dahl. E lì ho capito: io da grande voglio fare questo. Da quel momento mi sono messa all’opera per far trasformare questo sogno in realtà. E oggi posso dire di aver fatto un bel po’ di strada, ma so che c’è ancora molto da migliorare e da imparare. La voglia di farlo non manca.
Della figura e del lavoro del traduttore posso dire che si tratta di un mestiere bellissimo, ma purtroppo ancora “non sostenibile”. Per arrivare a farlo occorrono competenze vastissime e una formazione continua, ma a tutto questo impegno purtroppo non viene riconosciuto il giusto valore né in termini economici né di valorizzazione della figura stessa del traduttore, anche se su quest’ultimo punto si iniziano a vedere alcuni miglioramenti. Questa intervista ne è la prova.
Per quanto riguarda il primo punto, invece, siamo ben lontani dalla situazione ideale. Conosco pochissimi colleghi che vivono solo ed esclusivamente di questo, tutti gli altri (me compresa) fanno almeno un altro lavoro, che spesso non ha davvero nulla a che fare con la traduzione. Esiste comunque da qualche anno un sindacato, Strade (confluito dal 2016 in Cgil), che si impegna per la tutela, i diritti e la valorizzazione della categoria. Di strada da fare, perdonatemi il gioco di parole, ce n’è ancora tantissima, ma insieme si cammina meglio!

Perché, secondo te, a una certa età, in adolescenza si smette di leggere, o comunque viene meno l’amore per la lettura?

Bella domanda. Davvero difficile rispondere. Dunque, da un lato mi verrebbe da dire che il libro, con la sua natura analogica e statica, potrebbe risultare meno appetibile in quella fascia di età in confronto ad altri intrattenimenti istantanei, connessi e multimediali: videogiochi, internet, social, ecc. Inoltre, spesso, i nostri ragazzi sono super-impegnati e super-stimolati, e non hanno molto tempo libero.  Ma dall’altro mi sento di dire che questa percezione, secondo me, non corrisponde interamente alla realtà. Negli ultimi decenni la proliferazione di collane, case editrici, librerie e fiere dedicate, e il dovuto sdoganamento della letteratura per ragazzi come letteratura di serie A al pari di quella degli adulti hanno generato e reso disponibili prodotti di una quantità e qualità sempre maggiori. Storie che appassionano e che coinvolgono davvero i ragazzi, che dal canto loro rispondono in modo entusiastico.
Per questo credo che non si possa dare una risposta univoca. È vero, è dall’adolescenza in avanti che si inizia a leggere meno, ma è anche vero che gli adolescenti leggono comunque in media più degli adulti. Quello che mi preoccupa, semmai, è che la lettura è spesso un’attività che si riesce a coltivare bene solo se si hanno degli adulti intorno che in qualche modo danno il buon esempio. In Italia abbiamo grandissime iniziative di lettura nelle scuole (penso ai ragazzi di Qualcuno con cui correre del professor Biagi o le iniziative di Xanadu, solo per citarne un paio), ma dato che proprio gli adulti sono i primi a non leggere, quanti dei nostri ragazzi hanno la fortuna di incontrare almeno un adulto in grado di far sbocciare appieno il piacere della lettura anche e soprattutto nel complesso periodo dell’adolescenza? Genitori, scuole, bibliotecari e librai illuminati sono la normalità oppure casi sporadici? Non sarà forse il caso di rieducare prima di tutti gli adulti alla lettura?

Raccontaci… come ci siamo incontrati!

Il primo contatto con Terre di mezzo è avvenuto grazie a Davide Musso che mi ha scritto per propormi la traduzione de L’amore sconosciuto. Per me è stata una gioia immensa, davvero. Dopo anni e anni in cui ho tempestato di mail le caselle di posta di tutti gli editor e responsabili editoriali d’Italia, per la prima volta in vita mia venivo contattata da una Casa editrice interessata specificatamente alla mia voce per una traduzione. Meraviglioso! Davide si è presentato dicendo di aver letto le mie traduzioni dei romanzi di Susin Nielsen usciti per Il Castoro e di aver pensato che potessi calzare a pennello anche per Rebecca Stead. Ero fuori di me dalla felicità!

Conoscevi già l’opera di Rebecca Stead?

Non conoscevo il lavoro di questa autrice, ma mi è bastato vedere chi aveva tradotto i suoi libri precedenti per farmi venire la tremarella: Flavio Santi e Anna Patrucco Becchi (vincitrice del premio Strega per la traduzione 2018). Poi mi sono detta: “Niente panico!”. Ho accettato l’incarico, mi sono concentrata solo ed esclusivamente sul libro, sulla lingua e sul ritmo del romanzo che, in realtà, mi ha subito preso per mano facendomi dimenticare ogni preoccupazione.

Quando hai iniziato il lavoro su L’amore sconosciuto? C’è un aneddoto che ci vuoi raccontare?

Il libro mi è stato assegnato nell’estate del 2018, ma ho iniziato a lavorarci nell’autunno e ho consegnato a ridosso del Natale. L’ho tradotto a Berlino, tra un mercatino di Natale e l’altro (leggasi: tra un bicchiere di Glühwein e l’altro!). La stagione perfetta per fare le mie ricerche su Rudolph, la renna, ed Hermey, l’elfo che voleva diventare dentista: personaggi dello speciale natalizio di Rudolph, la renna dal naso rosso, uscito per la prima volta nel 1964, che la protagonista Bridge e suo fratello Jamie non si perdono per niente al mondo. Lo conoscono talmente bene da ripetere tutte le battute a memoria. Alla fine mi sono appassionata così tanto anche io da guardarmi tutti i video che sono riuscita a trovare in rete, e me ne andavo in giro canticchiando le varie canzoncine.
Un altro aneddoto molto carino riguarda la nonna di Sherm. Quando ho scoperto che faceva la traduttrice editoriale a New York mi sono illuminata: allora è possibile vivere a New York facendo questo mestiere! Temo che la finzione letteraria abbia un po’ semplificato le cose, ma è stato comunque bello sognare e proiettarsi in questa nonna così forte e così dolce allo stesso tempo che si prende cura della sua famiglia… ma purtroppo non cucinerò mai bene come lei!

Un libro di Terre che ami particolarmente (se c’è) e perché

Mi sono divertita tantissimo a leggere le avventure di Dory Fantasmagorica di Abby Hanlon e Tu (non) sei piccolo di Anna Kang. Ora non vedo l’ora di leggere Cane Puzzone di Colas Gutman, mi ha incuriosito troppo! Sarà la mia prossima lettura.

A chi consiglieresti L’amore sconosciuto?

L’amore sconosciuto lo consiglio soprattutto ai ragazzi, maschi! Il titolo con quella parolina che fa paura e il numero elevato di protagoniste femminili potrebbe scoraggiarli e indurli a tenersi alla larga. Per questo lo consiglio proprio a loro. Trama e personaggi, sia maschili che femminili, sono davvero avvincenti e parlano a tutti.

Dove ti si può trovare, sui social?

Da brava vecchietta digitale mi si può trovare su Facebook più che su qualunque altra social network. Il profilo porta semplicemente il mio nome e cognome, e nella foto ci sono io in Canada tutta imbacuccata a meno quattordici gradi, se non ricordo male, che però mi metto in bocca un bel cucchiaio di gelato. Le priorità della vita! Sono anche su Instagram (claccly_) e Twitter (@claccly), ma in modo molto più sporadico.
Da qualche tempo ho fatto il piccolo esperimento di aprire un piccolo spazio in cui parlare delle mie traduzioni. Per ora è molto artigianale e raccoglie giusto l’elenco delle pubblicazioni e i miei contatti. Mi piacerebbe trasformarlo in qualcosa di più professionale e ampliare la sezione dedicata al ragionamento intorno alle traduzioni. Se siete interessati, vi invito a curiosare, sarete i benvenuti! www.claudiavalentinitraduzioni.wordpress.com

Scegli e leggi per noi un brano di L’amore sconosciuto.

Volentieri! Eccolo registrato qui:

  • Iscriviti alla nostra newsletter

    Iscriviti alla nostra newsletter

    Our monthly newsletter with a selection of the best posts

  • Terre di mezzo

    Casa editrice con sede a Milano. Pubblichiamo 60 titoli all’anno, scelti e realizzati con cura per voi.
    I Percorsi a piedi e in bicicletta, i libri per bambini de L’Acchiappastorie, i manuali creativi delle Ecofficine sono le nostre collane principali.
    Per primi abbiamo pubblicato la Guida al Cammino di Santiago, titolo bestseller oggi giunto alla 12ma edizione.
    Tra i nostri libri più amati e conosciuti: La grande fabbrica delle parole, albo illustrato da Valeria Docampo e la serie Dory Fantasmagorica, di Abby Hanlon.

Nessun prodotto nel carrello.

Spese di spedizione gratuite in Italia oltre i 20 euro fino al 26 luglio! Ignora