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Intervista a Matthieu Sylvander e Perceval Barrier

Storie scritte con lo sguardo dei bambini, che hanno tutta la saggezza per affrontare questioni “adulte” come la salvaguardia del pianeta, la sfida della diversità, la parità di genere. Personaggi come la piccola Nina che incontra gli alieni in Un’ora alla fine del mondo, o L’Impavida Aurora, impegnata a salvare il principe (un suo coetaneo bambino) rinchiuso nella torre (davanti ai videogiochi).

Abbiamo intervistato lo scrittore Matthieu Sylvander e l’illustratore Perceval Barrier per farci raccontare di più sul loro apprezzato connubio artistico come autori per l’infanzia attenti ai temi dell’ambiente e dei diritti. Buona lettura!

Matthieu, raccontaci chi è Perceval

Perceval Barrier è nato nel 1983 ai piedi del massiccio dei Corbières, una regione piena di vigneti, di sole e di vecchie pietre come ce ne sono molte da voi. È cresciuto in un affascinante paesino, in una casa ultrasecolare dai pochi confort, i cui piani inferiori vengono periodicamente inondati e gli ambienti resi perennemente umidi a causa di alluvioni improvvise. Questo però non gli ha impedito di raggiungere una stazza e un’età adulta, insomma di crescere; dopodiché ha deciso di partire nel nord della Francia per studiare grafica. La sua candidatura non è stata accettata da nessun club di calcio professionale, il che non stupisce molto visto che non ha mai inviato nessuna lettera.
Una volta ottenuto il diploma, ha passato un po’ di tempo a Parigi, poi si è spostato al sud, che è comunque più vivibile. Oggi abita a Lione, ma forse non per molto.
Gli piace il cioccolato, suonare la chitarra elettrica e scrivere delle mail molto buffe ai suoi amici. Lavora tanto perché è talentuoso e fa un po’ fatica a dire di no. È molto calmo; o almeno io non l’ho mai sentito urlare, né visto lanciare pietre su un poliziotto.

E Perceval: chi è Matthieu?

Se dovessi parlarvi del mio amico Matthieu vi direi innanzitutto che è quello che chiamiamo generalmente “una brava persona” e che non ringrazierò mai abbastanza il nostro editore per averci fatto incontrare. Detto ciò, devo mettervi in guardia: è capace di tutto per farvi ridere e se conoscete le sue storie saprete che quella risata può prendere delle strade sorprendenti. Dunque, non abbiate paura se vi manda una lettera di insulti in alfabeto plutoniano o una testolina mozzata che canta le canzoni di Beyoncé: è il suo modo di dirvi che vi apprezza!

È importante sapere che Matthieu ha un secondo lavoro, serio quasi quanto quello di autore di libri, poiché è un ricercatore sismologo al CNRS – Centro Nazionale per la ricerca scientifica (la più grande organizzazione di ricerca pubblica in Francia, ndr). E infatti tra gli altri suoi albi ce n’è uno intitolato Tutto sui terremoti in cui spiega le basi della sismologia ai bambini (e alle persone che, come me, sanno ben poco di questi argomenti).

Ultima informazione: il nome Sylvander significa “uomo dei boschi”; ma non fatevi idee strane, non vive dentro la cavità di un albero, ha una casa e una famiglia meravigliosa e del tutto “civilizzata”.

Ritratto di Matthieu Sylvander e Perceval Barrier, realizzato da Barrier

Come vi siete conosciuti e quando avete iniziato a lavorare insieme?

MATTHIEU Ci siamo conosciuti grazie alla nostra editor preferita, Anais Vaugelade, la creatrice di Zuppa di sasso. Le avevo proposto una storia un po’ antica, un albo un po’ lungo e un po’ assurdo, che sembrava insolito nel catalogo dell’école des loisirs. Lei ha pensato di affidarlo a uno dei suoi amici, un giovane grafico che non aveva ancora mai illustrato un libro, pensando che saremmo stati una buona accoppiata. Era Perceval Barrier. E siamo stati una buona accoppiata! L’albo è uscito nel 2012 col titolo Qui veut aider Ali Baba? (e se Terre di mezzo volesse pubblicarlo ne sarei davvero felice, visto che è il mio libro preferito).

Da quel giorno non ci siamo mai più lasciati e abbiamo pubblicato 10 libri insieme (presto 11, poi 12, poi…) tutti con l’école des loisirs. Lui ha comunque lavorato con altri autori, per fortuna. Ha anche illustrato due albi scritti da Thomas Bretonneau, i magnifici Trois pires histoires de pirates (Le tre storie peggiori di pirati) e un altro che parlerà di moschettieri ma di cui non conosco il titolo. L’anno scorso ha anche realizzato un albo da solo che è molto ben riuscito: Francisco (il protagonista è un gatto selvatico che gli assomiglia anche un po’).

PERCEVAL È stata la nostra editor Anais Vaugelade (anche autrice e illustratrice di molti albi dell’école des loisirs) che mi ha affidato l’illustrazione di una storia di Matthieu. Qui veut aider Ali Baba? è stata la nostra prima collaborazione e il mio primo lavoro come illustratore per l’infanzia. È uscito nel 2012. Prima di realizzare questo libro non ci eravamo mai conosciuti e ci siamo incontrati di persona solo dopo averlo terminato. Da quel momento abbiamo avuto l’occasione di vederci più volte e soprattutto di scambiare email chilometriche, visto che continuavamo a lavorare su nuovi albi e romanzi illustrati.

Un’ora alla fine del mondo: qual è il messaggio di questa storia?

MATTHIEU Volevamo raccontare la storia di un incontro improbabile tra due tribù diverse, sul tema della differenza che non può impedire l’amicizia e blablablabla. Volevamo soprattutto una storia di extraterrestri coi tentacoli. E io volevo che avvenisse in una fattoria con degli animali parlanti, come nei Les contes du chat perché (i racconti del gatto con gli stivali) di Marcel Aymé, perché adoro quel libro.

L’Impavida Aurora e la sfida delle principesse: chi è Aurora, e come è nato questo libro?

MATTHIEU L’Impavida Aurora è stata creata come reazione all’osservazione di una lettrice adulta (o piuttosto, la mamma di un piccolo lettore) che un giorno mi ha detto che nelle mie storie non c’erano molti personaggi femminili. Mi è sembrato che avesse totalmente ragione (avevo scritto quattro libri con animali) e così ho deciso di farla felice immaginando un’eroina al 100% femminile in un mondo al 99% femminile. Questo all’inizio. Ho preso mia figlia Elise come modello, che però è castana e non va a cavallo (lei gioca a calcio) e ha un caratterino abbastanza affine a quello di Aurora. E di Nina, protagonista di Un’ora alla fine del mondo. E di Estella del mio ultimo romanzo (Encore un orage). Mi sembra di essermi rimesso abbastanza in pari, coi personaggi femminili…

In questo video, Matthieu racconta L’Impavida Aurora e la sfida delle principesse.
Aurora è un’eroina senza paura, sempre pronta ad aiutare i più deboli….

Matthieu, come riesci a conciliare la tua professione di sismologo con quella di scrittore per bambini e ragazzi? Questi due mestieri hanno qualcosa in comune? E se sì, cosa

Riguardo al mio lavoro di sismologo: per molto tempo non l’ho in alcun modo legato all’altra occupazione, al contrario, le ho tenute ben separate. Poi la nostra editor -sempre lei, la straordinaria Anais Vaugelade- a forza di insistere, alla fine mi ha convinto a scrivere un albo che facesse da ponte tra le mie due attività: Tout sur les tremblements de terre (Tutto sui terremoti) che Perceval ha illustrato. A parte quel caso specifico, non credo che ci siano molti punti in comune, oggettivamente, tra la sismologia e la letteratura per l’infanzia; se non, forse, la creatività, necessaria in entrambi i casi. Tuttavia, riconosciamolo pure, sono molto più creativo e prolifico come autore piuttosto che come sismologo…

Perceval, quand’è che capisci che hai finalmente disegnato il personaggio, che ha davvero preso forma? Per gli alieni, per Nina e Aurora, come è stato il processo creativo?

Per trovare l’aspetto di un personaggio, comincio col leggere il testo e faccio dei piccolissimi disegni ai margini, senza pormi troppe domande. In questa fase non so ancora a cosa assomiglieranno i personaggi, ma mi permette di vedere tutte le situazioni e azioni nelle quali si ritroveranno.

Successivamente, verifico se Matthieu mi ha lasciato degli indizi nel testo (ad esempio, il colore dei capelli, segni particolari, l’equipaggiamento…). Poi, comincio a disegnare un sacco di personaggetti in tutti i modi possibili: grandi, piccoli, con il naso a punta, rotondo, quadrato, con gli occhi grandi o piccoli, i capelli neri, biondi, grigi…

Alla fine, quando una di quelle bozze comincia ad assumere un volto, mi pongo delle domande concrete. Per esempio, Aurora si muove molto, quindi ha bisogno di un vestito semplice, anche perché non è una che tiene alle apparenze; ha i capelli di un colore vivo e originale perché non è una ragazza comune; ha un’acconciatura pratica (i capelli legati con una coda di cavallo) per evitare di doverseli aggiustare nel bel mezzo della battaglia, e poi indossa un mantello perché è un’eroina.

Insomma, leggendo bene il testo e ponendomi delle semplici domande sulle sue azioni, sul temperamento, tutta una parte del personaggio mi si disegna immediatamente nella testa.

Alcuni piccoli dettagli visivi (mantello, frangetta, coda di cavallo) permettono di amplificare il movimento del personaggio quando corre o combatte:

L’Impavida Aurora

ma anche di sottolineare le sue espressioni. Per esempio, quando c’è una situazione di sorpresa, i capelli schizzano:

L’Impavida Aurora

Come potete vedere nell’animazione qui sotto, realizzo più versioni di ogni disegno del libro, per poi arrivare all’immagine definitiva.

L’Impavida Aurora e la sfida delle principesse

Per Nina ho lavorato allo stesso modo, ma l’aspetto fisico dell’eroina era già descritto nel testo. Le sembianze degli extraterrestri hanno richiesto un po’ più di riflessione perché dovevano corrispondere alla descrizione di Matthieu (“atomizzatore” e “tentacoli”), dovevano avere un’aria cattiva ma non troppo, un po’ idiota e, soprattutto, ogni alieno doveva avere un dettaglio che lo rendesse unico. Alla fine, il numero identificativo e la posizione degli occhi hanno risolto il problema.

Raccontateci dove e come state vivendo questo periodo di emergenza sanitaria. E, se vi va, condividete un pensiero su come vedete il prossimo futuro

MATTHIEU Rispetto al momento attuale, mi sono trovato bloccato in casa in telelavoro, con la mente focalizzata sulla mia ricerca in sismologia e il morale per nulla adatto a immaginare nuove storie. Ho appena cominciato a emergere da questo stato bizzarro, dove si ha il tempo ma non la voglia. Ho fatto molto giardinaggio e molti lavoretti… Per il futuro sono curioso di vedere in quanto tempo torneremo alla vita di prima. Forse dovremmo lasciare gestire tutto a Nina. Lei sì che ne ha le capacità.

PERCEVAL Scusate, non ho nulla di molto originale da dire sulla situazione che stiamo attraversando. Su un piano molto personale: abito in città e, vivendo in città, e mi sono reso conto che non sono per nulla il tipo che può essere privato della natura per così tanto tempo! Più in generale, l’ho vista come una ripercussione dei problemi climatici che vivremo tutti, presto o tardi. E guardando il lato positivo di tutto ciò, mi ha rassicurato vedere la grande solidarietà tra le persone, in un contesto in cui per tanti le cose vanno veramente male.

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