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Elena Campa e la stampa fatta in casa

elena campa

Dalla sua casa di Lecce, Elena Campa autrice del manuale “La stampa fatta in casa” (collana Ecofficine) ci racconta la sua passione, ci svela di cosa non può fare a meno e ci suggerisce qualche attività pratica e creativa da realizzare in questo tempo di quarantena. Come per esempio… creare degli “animali di patate”, con il semplicissimo tutorial che trovate in video! Buona lettura e poi buon esperimento.

Elena, raccontaci di te

La mia attività personale si muove tra illustrazione, grafica, design e tecniche di stampa artigianali.
Prediligo un approccio multidisciplinare, analogico e sperimentale, prendendo ispirazione dalla natura e dal mondo della stampa calcografica, e utilizzando la condivisione delle idee e l’attività laboratoriale come metodo di ricerca.
Sono nata a Lecce e, dopo il liceo, mi sono trasferita a Roma per studiare illustrazione. Qui, con altre ragazze, ho fondato il collettivo Studio Arturo, uno spazio dove abbiamo usato le tecniche di incisione sperimentale come mezzo d’espressione e di condivisione: abbiamo prodotto molte stampe su carta e tessuto, inventato prodotti e progetti, eventi pubblici e i primi workshop. Qualche anno dopo, mi sono spostata a Milano e ho aperto un nuovo studio insieme ad altri amici appassionati di stampa: è nato così lo Spazio Florida, dove sperimento differenti tecniche di stampa artigianale, coordino le attività didattiche attraverso un calendario di workshop e gestisco in parte l’attività di stampa calcografica e risograph del progetto editoriale PressPress.
Mi piace insegnare, e lavoro con istituti di formazione e scuole di design come L’Istituto Europeo di Design, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, diversi musei e Fondazioni.
Mi piace la natura. Faccio un po’ fatica a stare in città: appena posso, scappo.


“La stampa fatta in casa”: raccontaci come è nato il libro e come lo hai realizzato.

Appena arrivata a Milano ho trovato un romanticissimo ed economico monolocale di 25 metri quadri che ho condiviso con il mio compagno, per tre anni. Ho dovuto inventare dei modi per stampare in uno spazio estremamente piccolo e senza mezzi.

Ho sempre avuto un approccio con l’incisione molto sperimentale, e così iniziato a fare dei workshop itineranti con la mia inseparabile macchina della pasta “Imperia” che funge da piccolo torchio calcografico per la stampa su materiali di recupero.
Da qui, l’idea del libro. Fortunatamente, ho poi traslocato e ho trovato anche uno studio.
Il libro è stato realizzato tutto in casa: in quella nuova, che è anche, nel frattempo, lo studio del mio compagno. Non è stato facile, perché ho dovuto fare tutte le foto da sola – e va bene il do it yourself, ma qui si richiedeva della professionalità! Ho monopolizzato l’abitazione, in quel periodo, e il mio compagno e la mia amica Canzi mi hanno molto aiutato, insieme ad altri amici, a realizzare il libro.

In questo difficile momento in cui tutti dobbiamo rimanere a casa, come trascorrono le tue giornate?

Sono fortunata perché quando tutto è iniziato non ero a Milano. Mi trovo a Lecce, più a contatto con la natura, e sto lavorando a un nuovo progetto che spero sarà il mio futuro.
Sto facendo lezioni online per lo IED per quanto possibile, e la cosa non mi dispiace.
Per il resto, cerco di rallentare un po’ i ritmi. Stampo tessuti per un progetto che ho intrapreso con dei migranti e rifugiati, insieme ad una associazione che lavora in modo pazzesco sul nostro territorio, qui nel profondo Sud. Recupero cose che non ho avuto il tempo di fare e ne ho ancora tantissime in arretrato. Faccio un po’ di esercizio fisico con qualche tutorial online. La sera a volte guardo un documentario o un film, leggo un libro. Mangio la verdura e la frutta che il mio compagno mi prepara con amore. Cerco di tenere su l’umore mio e dei miei cari e di stare bene in salute, mente e corpo.

Hai consigli per i nostri lettori a casa? Qualcosa da realizzare con semplicità?

Io vorrei che questo momento facesse riflettere le persone sull’uso del proprio tempo.
Il consiglio è di stare calmi e se possibile godersi il tempo che si ha per sé e per la propria famiglia, di cogliere quanto possa esserci di positivo in questo momento così drammatico.
Per non andare troppo sul filosofico: se non c’è natura intorno, primaria fonte di ispirazione, allora possiamo guardare anche nei nostri cestini della differenziata. Tappi di bottiglia, sughero, scarti di gomma, spugne. Possiamo realizzare tantissimi progetti. Alfabeti, carte da regalo, scenari fantascientifici, skyline, cartoline, personaggi che si muovono come burattini. L’importante è divertirsi!
Sto pubblicando di tanto in tanto qualche tutorial on line su instagram, basta seguirmi per scoprire nuovi progetti da realizzare (elena___campa).

Ora qualche curiosità:  descrivici il tuo studio

Lo studio dove lavoro adesso è molto grande, bellissimo, molto luminoso, pieno di cose, a volte in disordine. Ma mi piace essere nomade, mi piace avere studi temporanei qui e là e mi accontento di poco. Mi piace avere una dimensione casalinga, anche a casa degli altri.

Dove andresti se potessi partire domani?

Qui dove sono adesso.

Di cosa non potresti mai fare a meno?

Dell’affetto delle persone che amo. E della macchina per la pasta, mia fida compagna di stampa!

Progetti per il futuro che vorresti condividere con noi?

Non posso ancora parlarne troppo ma… il mio progetto riguarda un piccolo angolo di verde che era di mio nonno, ai confini di una piccola città del sud Italia, che è il posto da dove provengo. Un territorio bellissimo, ma con molti problemi. Penso che rimanere in questa zona farebbe bene a me e a chi mi sta intorno e, forse, potrei essere d’aiuto per la comunità che qui abita. Per cambiare qualcosa in meglio, spero.
Ovviamente, si parla sempre di artigianato, manualità e condivisione dei saperi. Confido di potervi dire di più… a molto breve!


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