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Curiosissima. E ispirata dai sogni! Elise Gravel si racconta

Elise Gravel

Dopo Olga e la creatura senza nome, esce la nuova avventura del personaggio disegnato da Elise Gravel: Olga va in orbita! (forse)

Abbiamo chiesto all’Autrice di raccontarci da dove vengono i suoi strani personaggi… e abbiamo scoperto che spesso li incontra di notte, nei sogni.
A voi l’intrigante intervista. Buona lettura.

Elise, raccontaci il tuo percorso di studi e come hai iniziato a lavorare nel mondo dei libri
A scuola ho studiato Graphic Design, disciplina in cui devi devi provare a comunicare un messaggio usando immagini e font. Un Graphic Designer è quel professionista che realizza per esempio poster, siti, libri, riviste e pubblicità. In questo percorso di studio ho avuto modo di produrre un sacco di illustrazioni e ho amato molto farlo.
Quando sono uscita da scuola non avevo nessun cliente, ero ancora un’esordiente sconosciuta. Parlando con illustratori professionisti ho capito che avevo bisogno di sviluppare un mio stile personale; i clienti di solito scelgono di ingaggiare illustratori che hanno uno stile ben definito. Ho dunque cercato di lavorare in questa direzione. Facevo finta di ricevere commesse da clienti immaginari! Questo mi ha permesso di fare tanta pratica. E per rendere il tutto più divertente, mi sono inventata clienti buffi e prodotti inesistenti.
Giunta al numero di 20 poster realizzati, li ho appesi tutti sui muri della mia camera da letto e guardandoli pensavo: “Messi insieme mi paiono comporre un divertente libro per bambini”. Allora li ho fotocopiati e inviati all’editore Les 400 coups. Poi ho aspettato e aspettato.. un sacco di tempo!  E poi un giorno -sorpresa!- un Editor mi ha contattata per dirmi che avevano apprezzato i miei buffi poster e deciso che potevano diventare effettivamente un libro! Così è nato Catalogue des Gaspilleurs. Mi è piaciuta così tanto quell’esperienza, che ho continuato col mondo dell’editoria per bambini, e lo sapete perché ci siamo incontrati!

Che tecnica usi per i tuoi disegni?
All’inizio realizzavo le mie illustrazioni con pittura acrilica su cartoncino. Più tardi, ho iniziato a disegnare al computer con una tavoletta grafica. Scrivo direttamente sullo schermo, usando il programma Photoshop.
Molto spesso, ricomincio da capo. Uno, tre, dieci volte! è molto difficile che la prima versione delle mie cose mi convinca. Sbaglio, riprovo, cancello, ricomincio di nuovo… è importante imparare ad accettare i propri errori, se si vuole diventare veramente bravi.

Qual è la tua fonte di ispirazione?
Sono molto curiosa e mi piace osservare cosa accade intorno a me. I miei bambini, i loro amici, i miei vicini, gli animali nel cortiletto, gli insetti: ognuno di questi elementi contribuisce a farmi venire idee e spunti per delineare i personaggi. Mi intrigano le persone e gli animali un po’ fuori dal comune. Sono attratta da tutto ciò che è strano, diverso o divertente. 
Mi piace tanto leggere e leggo di tutto: romanzi, fumetti, riviste, libri per bambini, e tutto ciò mi apre universi sempre nuovi. Mi aiuta a inventare a mia volta, in una fase successiva. Le idee migliori mi vengono, tipicamente, di sera, proprio poco prima di addormentarmi. È come se la mia testa entrasse in modalità “sonno”, una dimensione in cui tutte le idee anche le più balzane sono ammesse. Una buona modalità in termini di produttività creativa: meno, per il riposo! Spesso mi ritrovo ad accendere la luce per l’urgenza di annotare i miei pensieri.

Com’eri, da bambina?
Molto curiosa. Mi piaceva osservare gli insetti e la natura. Amavo gli animali e le creature più insolite. Facevo tanti “lavoretti” oppure passavo il tempo ad osservare le salamandre sotto le rocce nei boschi. Mi piacevano i fumetti comici e libri divertenti. Non facevo altro che leggere!
Amavo in particolare i libri di Roald Dahl, divertenti e pieni di bizzarre creature, come giganti ripugnanti e streghe camuffate da donne normali. I suoi personaggi cattivi erano davvero cattivi! E i suoi bambini erano veramente ingegnosi. I libri di Roald Dahl sono stati illustrati da Quentin Blake. Li ammiro entrambi moltissimo.

In che posto sei solita lavorare?
Ho uno studio sopra casa mia. È pieno di animali e tazze da tè (ne bevo un sacco) e spesso i miei gatti vengono a farmi visita: quando sono lì, sono soliti camminare sulla tastiera, il che produce cose tipo: aèvponwu^4qvènjv!

Photo courtesy of Allen McInnis

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