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Camminare, una passione che diventa scelta di vita: intervista a Paolo Piacentini

Fondatore di FederTrek Escursionismo e Ambiente, esperto di cammini per il Ministero Beni Culturali, autore di Appennino atto d’amore. La montagna a cui tutti apparteniamo: con voce appassionata, Paolo Piacentini racconta come vede il futuro prossimo dei cammini in Italia. Buona lettura!

Paolo, dicci di te e della tua vocazione ai cammini!

La mia vita è contrassegnata dalla dimensione del camminare. Ho scoperto l’escursionismo a vent’anni in Valle d’Aosta e, da quel momento, l’amore per le camminate in montagna non ha avuto più pause. Dopo il trekking e le escursioni, è arrivata la stagione dell’amore per il camminare a tutto tondo, e allora ci siamo inventati la Giornata Nazionale del Camminare, organizzata proprio da Federtrek, ente di promozione sociale che ho contribuito a fondare.

I cammini arrivano quasi per caso, dalla collaborazione con i tavoli sul camminare organizzati da Fa’ la cosa giusta! (Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, ideata da Terre di mezzo) e dal bel rapporto di collaborazione con Miriam Giovanzana (direttrice editoriale di Terre di mezzo Editore), tramite attraverso il quale si è inaspettatamente realizzato un contatto con il ministro Franceschini, da cui poi è nata la bellissima ed affascinante possibilità di diventare “l’uomo dei Cammini” all’interno del Ministero dei Beni culturali MIBACT.

Dopo la famiglia, la mia vita oggi sono i cammini, l’Appennino e il camminare per diletto.

Nella prima pagina del tuo libro Appennino atto d’amore scrivi: “uno dei mali del presente è il vivere senza la consapevolezza di essere parte della geografia dei luoghi in cui si abita”. Cosa significa avere questa consapevolezza?

Avere consapevolezza di essere parte della geografia dei luoghi in cui si abita vuol dire imparare di nuovo a conoscerli. Purtroppo, molto spesso, siamo residenti in un luogo, ma lo viviamo da stranieri, da persone concentrate sulla proprio attività o in una dimensione domestica, senza conoscere davvero il mondo che ci circonda. Se un luogo non lo conosciamo, difficilmente possiamo esserne custodi amorevoli. Oggi è sempre più urgente riprendere a curare i luoghi che ci ospitano e le comunità a cui apparteniamo.

Un estratto del libro di Paolo Piacentini, Appennino atto d’amore

Da quando è uscito il libro, quali cambiamenti hai riscontrato in Appennino?

Intanto, il libro è stata un occasione straordinaria per continuare a conoscere ed amare ancora di più le montagne che frequento da una vita. Nelle decine di presentazioni organizzate negli angoli più remoti, ho avuto la possibilità di vedere le trasformazioni in atto, quasi sempre positive, a parte rare eccezioni. Ho visto un Appennino ancora sofferente per il continuo abbandono, ma controbilanciato da tantissime realtà davvero virtuose, caratterizzate da un vivace protagonismo giovanile. Siamo lontani da quella che potremmo definire come rinascita, ma credo che il processo in corso darà i suoi frutti, anche alla luce della fase post COVID. Certo, esistono ancora, purtroppo, visioni vecchie che cercano il rilancio economico e sociale in modelli di sviluppo che sono in piena contraddizione con la crisi climatica in atto: mi riferisco soprattutto ai progetti di nuovi impianti di risalita.

#iocamminoinitalia: parlaci dell’iniziativa e del lavoro che state facendo.

IO CAMMINO IN ITALIA nasce da un gruppo di animatori ed operatori, a vario titolo, nel mondo dei Cammini e sta dando buoni frutti attraverso una campagna molto creativa. Quello che ho fatto nel periodo della quarantena è la creazione di un gruppo di ascolto del mondo dei Cammini, prendendo spunto dalla campagna, ma allargando ad altri soggetti. Sono molto contento di quello che è accaduto a valle del mio stimolo a fare rete, perché oggi quel gruppo funziona in modo autonomo ed il mio ruolo è quello di fare da cerniera tra loro ed il Ministero.

Il video di Io Cammino in Italia

Torneremo a camminare: ma come e dove, secondo te? Questa pandemia potrà portarci a una riscoperta della campagna, dell’Appennino e dei territori “marginali”?

Si è tornati a camminare, sì, e l’aspettativa verso il turismo legato ai Cammini è molto alta a livello mediatico ed istituzionale. C’è un’attenzione inaspettata, legata alla promozione di un turismo di prossimità e “domestico”. Le persone stanno dimostrando, in questi primi giorni di riapertura, di preferire il contatto con la natura, in campagna o in montagna, rispetto al mare, e questo per le aree interne può essere positivo se la fruizione sarà rispettosa dei territori e delle comunità. Purtroppo, le prime uscite di “massa” non hanno dato segnali incoraggianti di una fruizione consapevole e responsabile e così molti sindaci, se da una parte hanno espresso soddisfazione per le micro economie locali, dall’altra hanno espresso disappunto per l’affollamento, la presenza dei rifiuti e del rumore eccessivo. Insomma, la riscoperta della campagna e dell’Appennino sembra esserci ma va governata con intelligenza e attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.

Quali sono i cammini che stai vedendo nascere in Italia e che potrebbero godere maggiormente della crescita di attenzione che riscontriamo in questo periodo?

I Cammini che stanno nascendo non sono tanti. Più che altro c’è una rinnovata attenzione a quelli già avviati. Se penso alle potenzialità di alcune Regioni, mi viene in mente una certa vitalità in Calabria. Come Mibact, ci stiamo interessando allo sviluppo dei Cammini della Liberazione. La “Liberation Route” è riconosciuta dal Consiglio d’Europa, e in Italia ha una sua associazione di riferimento in provincia di Lucca. Il Ministro Franceschini ha formalizzato l’interesse verso questo importante progetto, che si trasformerà in un vero e proprio Cammino da Sud a Nord con varie diramazioni regionali. Tutto da costruire.

https://www.facebook.com/watch/?v=930095394158402
L’invito di Paolo Piacentini alla Giornata del Camminare 2020, 11 ottobre

Progetti per il futuro: raccontaci dei tuoi obiettivi e dei percorsi che hai in mente

I progetti per il futuro sono molti, tra cui continuare la scrittura di un nuovo libro e interessarmi con sempre maggiore attenzione alle aree interne. Sono membro di vari comitati scientifici (sempre in forma gratuita) che seguono il turismo lento e le aree interne. Il progetto sempre in progress, poi, è quello di continuare a camminare in un lungo e in largo, senza mai perdere la passione per la conoscenza profonda della nostra meravigliosa Penisola.

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