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Fiabe di Andersen. Il luogo dove si incontrano le generazioni

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Tra le pieghe di storie fantastiche, da secoli trovano riparo la fantasia e i sogni di milioni di bambini nel mondo. Le fiabe di Hans Christian Andersen sono tra le opere più tradotte e amate di tutta la storia della letteratura. “Pollicina”, “La sirenetta”, “L’usignolo dell’imperatore” sono raccolte nell’edizione illustrata da Quentin Gréban, un volume pronto ad essere felicemente sfogliato da chi è bambino oggi e da chi lo è stato.

La fiaba, genere che incanta e trasporta la mente in viaggi incredibili, è la genesi stessa della tradizione letteraria e una delle più antiche forme di letteratura crossover.  

Le fiabe di Andersen sono uniche non solo perché nascono interamente dalla sua immaginazione – anziché attingere alla tradizione folclorica come nel caso di altri autori celebri – ma anche per gli elementi tematici, sociali ed esistenziali che proprio Andersen ha introdotto per la prima volta in questo genere letterario. 

Le sue fiabe si prestano a vari livelli di lettura anche da parte di noi adulti e trovano applicazione nei vari ambiti – psicologico, pedagogico, antropologico, sociologico.

Andersen ha rivoluzionato lo storytelling, creando un tipo di fiaba simile alla tradizione, ma diversa e unica. La sua narrazione è ricca di elementi universali che danno vita a storie fantastiche e nello stesso tempo concrete, raccontate con un linguaggio magnetico. 

L’edizione delle Fiabe di Andersen illustrata da Quentin Gréban si presta a letture condivise ad alta voce o in autonomia. Le tavole, che siano a tutta pagina o piccoli camei incastonati nel testo, funzionano da “scala mobile” per il lettore che viene subito trasportato in regni popolati da meraviglia e splendore, lucentezza, colori, avventure, amori e coraggio. 

Con il suo stile, inconfondibile, Gréban diventa coautore, donando con le sue illustrazioni nuova vita ad ogni personaggio, rivoluzionando origini, provenienze ed etnie. 

“La sirenetta”, la più celebre fiaba di Andersen, rivisitata da Gréban, ci porta non solo il profumo della schiuma di mare ma anche quello dell’Oriente. Lontano dagli abiti medievali dell’iconografia classica di questa fiaba, arriva una piccola sirenetta avvolta nella seta dipinta a mano. I colori vivaci e i movimenti dinamici delle figure di Gréban trasmettono un panorama di gioia che va ad equilibrare le sorti tristi che intrecciano talvolta le vite dei personaggi. 

Creare sopra la creazione. Scrivere una nuova storia senza intaccare l’autenticità della storia originale, sovrapponendo valore al valore: è questo che leggiamo, nell’intervento pittorico di Gréban.

Una scelta che può apparire sorprendente o azzardata e che, invece, omaggia e va proprio nella stessa direzione tracciata a suo tempo dall’autore: Andersen, il quale, pur essendo di origini scandinave, ha portato nelle sue fiabe i colori di tutto il mondo, generando storie senza confini.   

Andersen con il linguaggio simbolico delle sue fiabe continua a comunicare messaggi con una narrazione che intrattiene e stimola la fantasia, donando il potere di sognare ad occhi aperti. Gréban ha dipinto di colori freschi, delicati, questi sogni. 

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Studiosa di letteratura dell'infanzia e critica letteraria. Responsabile Presidio Letterario della società Dante Alighieri per l’Albania. Porto gli albi illustrati con me nelle aule universitarie, come l'esempio della più universale e potente forma d’arte.

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