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Storytelling e lettura in inglese con i bimbi

Tra le proposte che porteremo a Bookcity Milano 2019 c’è il laboratorio “Impara l’inglese con la Pina!” (domenica 17 al Teatro del Buratto, a cura di Open Minds). Abbiamo chiesto a Claudia Adamo, a partire dalla sua esperienza come direttrice della scuola di lingua, di darci un piccolo approfondimento su cosa significa e perché è importante leggere in inglese con i bimbi.

Buona lettura e… iscrivete i vostri bambini al laboratorio! Si va ad esaurimento posti.

CLAUDIA ADAMO, direttrice di Open Minds scuola di inglese a Milano

Un modo creativo e soddisfacente per sviluppare la consapevolezza
della lingua inglese nei bambini da 5 a 7 anni è proprio la lettura a voce alta.

Abbiamo accolto subito con entusiasmo la proposta di Terre di mezzo Editore, di collaborare alla preparazione di un evento destinato ai bambini a Bookcity: per il grande amore che proviamo per i libri e per l’efficacia che, come insegnanti, sappiamo che l’attività dello storytelling può garantire.
Uno degli strumenti quotidiani del docente madrelingua inglese è proprio la lettura ad alta voce.

La lettura animata di una storia, che può essere illustrata da immagini vivide e piacevoli, ma anche dal tono di voce, dalla mimica facciale e dai gesti del corpo, permette al docente di passare ai bambini una serie
importante di informazioni.

La lettura di un libro, rispetto ad altre importanti attività proprie dell’insegnamento della lingua, consente ai bambini di ascoltare ripetutamente frasi magari brevi ma compiute, che aiutano i piccoli a crearsi nella mente una mappa della lingua che stanno ascoltando. Ascoltare una storia significa ascoltare una serie ordinata di frasi che formano una sequenza logica e vanno a comporre una trama che il bambino può seguire. Questo lo aiuta molto nella costruzione e ri-costruzione del significato dei termini pronunciati in una lingua straniera, anche senza passare dalla traduzione.

La storia da seguire, l’espressività ed il coinvolgimento (emotivo, o anche fisico, tramite l’imitazione dei versi degli animali, dei loro movimenti etc) permettono a queste informazioni di fissarsi nella mente dei bambini in modo duraturo.
Per questi due motivi, lo storytelling animato o teatralizzato (ovvero arricchito da mimi, espressività della voce, gesti, e anche da un apparato iconografico espressivo) è uno degli strumenti preferiti di lavoro del docente di madrelingua inglese, il cui lavoro sta nel sensibilizzare i bambini alla lingua inglese, facendo loro “capire cosa sta dicendo” senza dovere necessariamente passare per la traduzione.

Per il bambino, la constatazione che “ce la fa” a capire l’inglese senza bisogno che qualcuno traduca per lui è senza dubbio estremamente piacevole e gratificante. Ciò che accade durante uno storytelling di successo è proprio il fatto che il bambino passi da una primaria sfiducia nelle proprie capacità di capire l’inglese al rendersi conto che sta capendo (anche se globalmente, ovvero “Non tutto”) il messaggio che sta ascoltando in un’ altra lingua.

Questa consapevolezza di una capacità che non credeva di avere è la vera e propria forza motrice dell’apprendimento del bambino, l’elemento che sostiene gli sforzi necessari per proseguire nei progressi, memorizzare e sviluppare la conoscenza linguistica.
Sta al docente di madrelingua rinforzare positivamente il bambino che si mette in, tramite incoraggiamento e lode, ma anche con il coinvolgimento nelle attività. Un libro come “La fattoria di Pina” (Maisy’s Farm) è perfetto perché ha tutti gli elementi per organizzare un buono storytelling:

-La storia è molto semplice, le frasi sono brevi

-Le immagini sono accattivanti e vivide, e illustrano in modo efficace le frasi

-I concetti sono a portata di bambini di quella età e la storia può essere compresa anche se non tutte le parole sono capite, perché si tratta di una storia lineare. Il libro offre anche dei personaggi tridimensionali che possono essere ritagliati nel cartoncino (sono già dentro il libro) ed usati dai bambini per giocare e rivivere la storia.

Nel corso del nostro storytelling animato, in occasione di Bookcity, cercheremo di portare i bambini a capire la storia ed entrare nella fattoria di Pina senza mai tradurre loro nessuna parola o frase. La loro comprensione sarà affidata alla intuizione e la motivazione all’essere coinvolti nelle attività, tramite piccoli mimi ed una canzone.

Raccomandiamo fortemente ai genitori di leggere ad alta voce ai loro bambini. Non solo è una attività positiva per l’attenzione e l’acquisizione di nuove parole (sia in lingua madre che in lingua straniera), ma è una attività che facilita a tutti i livelli i processi di apprendimento del bambino. Leggere anche in inglese, anche solo per pochi minuti, ai propri bambini è davvero una cosa semplice da fare per ogni genitore, ma con ricadute positive da tutti i punti di vista.
Abbiamo trovato che i libri di Pina (Maisy) che raccontano di piccole situazioni quotidiane, sono perfetti per brevi sessioni in lingua inglese, sia a scuola sia a casa.

In foto: la crew di formatori di Open Minds che guiderà il laboratorio “Impara l’inglese con la Pina!” a Bookcity Milano.

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