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Corso di disegno brutto (e +brutto!) a Milano

la via del disegno brutto alessandro bonaccorsi

Le cose cambiano, il tempo corre lungo i bordi delle nostre giornate, mutano i pensieri e i sentimenti, gli incontri fatti ci influenzano, le letture ci nutrono, tutto cambia e ci costringe a cambiare.

Il corso di Disegno Brutto è cresciuto in questi anni. Dopo 80 volte che lo tengo, dopo il migliaio di persone che lo ha fatto, avevo voglia di cambiarlo un po’.

Non di tanto, di un po’: cambiarne i modi, aggiungere e togliere esercizi, dargli fluidità, che le parole siano gassose e i disegni liquidi, i pensieri leggeri e il tempo sospeso.

Ho tagliato ciò che dovevo tagliare, ad esempio le spiegazioni troppo lunghe, le fasi in cui si è troppo in salita, quelle che si attorcigliano su se stesse, quelle in cui si disegna troppo poco: sono dettagli che magari notano in pochi, ma per me sono fondamentali.

La struttura è invariata, ma più sfumata, seppure divisa nella 4 fasi necessarie alla crescita che sempre hanno caratterizzato il percorso del Disegno Brutto. E la parola tornerà a mescolarsi in modo più deciso al disegno per stimolare l’inconscio e aprire nuovi spiragli all’immaginazione.

Le 4 fasi sono queste e sono la struttura forse invariabile del percorso:

    1. Disegno come pratica automatica e senza giudizio La prima fase è quello dello smarrimento in cui ci si libera dal giudizio e dal senso, pensando soltanto all’agire.

2. Disegno come pratica simbolica  La seconda fase è quella del pensiero simbolico: come spiegare l’inspiegabile? Come descrivere le cose guardandole da lontano?

3. Disegno come comprensione In questa terza fase si osserva, scompone e ricompone la realtà e poi si gioca con l’immaginazione: lo si fa a partire dal mondo che ci circonda, partendo dal paesaggio.

4. Disegno come conoscenza di sè In quest’ultima fase, ci si confronta con il disegno della figura umana e del volto, collaborando con i compagni, per arrivare a ripensare se stessi e la propria identità.

Un’altra delle novità che sto progettando per il prossimo anno è un taccuino-quaderno che non sia più solo scarabocchiabile, quindi con le pagine bianche, ma che contenga già molte informazioni utili e anche qualche esercizio nuovo (diverso dal libro e dal corso).

Insomma, la Via del Disegno Brutto è una continua esplorazione e scoperta.

Mi piace quando a descrivere il corso sono quelli che ci hanno partecipato; io non so quali siano gli effetti, le complicazioni, i mutamenti, dato che sperimento il Disegno Brutto da una vita. Di seguito parte di una mail ricevuta qualche giorno dopo il corso da una partecipante.

“Gli effetti sono stati quelli di riscoprire che al di là della realtà oggettiva esiste un mondo sommerso dove ognuno di noi può esprimersi liberamente. Infatti una macchia sul mobile della mia cucina è diventata una piccola isola tropicale…. Per me la felicità più grande è disegnare. Il brutto è proprio bello e unico.”

Sabato 30 novembre a Milano si sperimenterà il nuovo corso del corso, spero piacerà come piaceva il vecchio. Io sono sicuro che mi divertirò di più e che il mio ruolo sarà meno “frontale” e di guida , più voce e corpo che danno ispirazione e disturbo, che aiuta alla decostruzione e ricostruzione.
(Info e iscrizioni, qui)

E il giorno successivo sarà il turno del corso di Disegno +Brutto dove chi ha già partecipato al corso “base” (!) potrà sperimentare tecniche e diseducazione ulteriori e più sfrontate.
(Info e iscrizioni, qui)

Alessandro Bonaccorsi

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